Foto frontale del Municipio di Messina

Un laboratorio per preservare i beni culturali di Messina con la nanotecnologia e l’elettrofisica

Pubblicato il alle

3' min di lettura

Creare a Messina un laboratorio internazionale di nanomateriali per preservare i beni culturali della città proteggendoli dall’umidità e dal logorio del tempo utilizzando la nanotecnologia e l’elettrofisica. Con quali fondi? Con quelli provenienti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). È questa la proposta che verrà presentata a Palazzo Zanca durante l’incontro organizzato per giovedì 23 settembre da 4ward360, Laboratorio di ricerca internazionale di nanomateriali impegnato nella salvaguardia dell’identità storica, artistica e sociale del territorio attraverso l’innovazione tecnologica.

Alla conferenza stampa parteciperanno il vicesindaco Carlotta Previti, la Presidente del Laboratorio 4ward360, Sabrina Zuccalà, pluripremiata come Eccellenza Italiana ed Internazionale nel campo delle Nanotecnologie e innovazioni tecnologiche, e Antonio Sabbatella presidente dell’Istituto studi europei Alcide De Gasperi e già coordinatore dell’Ufficio Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio.

L’incontro, che si terrà nella Sala Ovale del Comune di Messina alle 11.00 del 23 settembre, è il secondo sul territorio Nazionale, dopo quello tenutosi recentemente a Venezia. Nel corso della conferenza verranno illustrati i dati delle ricerche portate avanti sui formulati nanotecnologici e sull’ultima innovazione nel campo della deumidificazione muraria, proponendo di risolvere la “patologia” edilizia per permettere un restauro definitivo dell’immobile storico.

A commentare, la presidente di 4ward360, Sabrina Zuccalà: «Il continuo investimento nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni e di applicazioni sempre più all’avanguardia, anche in forza delle esperienze maturate in attività di laboratorio, ha portato allo sviluppo di sempre nuove tecnologie in grado di rispondere concretamente alle più diffuse criticità nell’ambito della protezione e dal degrado delle superfici materiche in qualsiasi settore. Molte opere architettoniche e artistiche contemporanee potrebbero non essere accessibili ai visitatori tra un centinaio di anni, a causa della rapida degradazione. Trovare delle soluzioni per difendere questi preziosi beni dal degrado ambientale, dall’aggressione degli agenti atmosferici, dalle piogge acide, dai muschi e dallo sporco, è oggi più che mai una necessità primaria».

«Abbiamo soluzioni e formulati in nanotecnologia per conferire alle superfici proprietà infinite – prosegue – tra queste l’idro e oleo repellenza, antiusura, anti degrado, ecc… rivoluzionando, così, tutti i tradizionali sistemi protettivi conservativi fino al momento conosciuti e impiegati. Materiali che tra l’altro sono maggiormente ecosostenibili».

Ad illustrare come utilizzare i fondi previsti è Antonio Sabbatella: «È fondamentale – dichiara –, attraverso un pacchetto di riforme e investimenti pubblici per il periodo 2021-2026 accedere ai fondi di Next Generation EU che confermano obiettivi e interventi di sostenibilità energetica e ambientale. In questo ambito, fondamentale utilizzare i restauri con le nanotecnologie per preservare l’ambiente, favorendo la vitalità socio-economica dell’area, possibilità che rientra nel quadro degli indirizzi sullo sviluppo sostenibile indicati anche dai programmi e dai trattati su scala mondiale, nel rispetto delle convenzioni internazionali e della normativa ambientale dell’UE».

(94)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.