Troppi assembramenti, De Luca: «Proporrò lockdown di 15 giorni per Messina»

Foto di Cateno De Luca con la fascia di Sindaco di MessinaUn lockdown di 15 giorni per limitare la diffusione del coronavirus a Messina: è questa la proposta che il sindaco Cateno De Luca presenterà tra poche ore al Prefetto Maria Carmela Librizzi. A motivare la stretta, i fatti della scorsa domenica, durante la quale decine di persone si sono riunite sui colli violando le regole anti-assembramento disposte per arginare il covid in Italia.

«Non intendo farmi prendere in giro e non intendo agevolare la crescita della diffusione del covid nella mia città» esordisce così il sindaco Cateno De Luca nell’annunciare la riunione del Comitato Operativo di Sicurezza che si terrà stamattina, martedì 17 novembre, alle 10.00 alla Prefettura. Dopo i fatti di Capo Peloro, che hanno portato alla chiusura della zona nelle fasce orarie in cui nei fine settimana la spiaggia è più frequentata, molte persone hanno trascorso la domenica a Musolino, sui colli San Rizzo, violando nei comportamenti le norme disposte dal Dpcm Conte.

L’ordinanza di chiusura di una parte del villaggio di Torre Faro è stata, quindi, sottolinea il Sindaco di Messina «vanificata dalla condotta di migliaia di messinesi che nelle stesse ore si sono riversati sui Colli San Rizzo o sul litorale di Santa Margherita nonostante il Dpcm inviti espressamente i cittadini a spostarsi solo per esigenze di lavoro o motivi di urgenza, di salute o di stretta necessità».

Ecco quale potrebbe essere quindi il drastico provvedimento già annunciato la scorsa domenica, una volta che le immagini degli assembramenti sui colli erano arrivate fino alla casella Facebook del Primo Cittadino: «Di fronte a questa generale baraonda – ha scritto Cateno De Luca sui social –, la mia proposta è quella di introdurre un lockdown per almeno 15 giorni, per arginare il contagio. Intervenire adesso significa probabilmente impedire la diffusione incontrollata del virus. Ho sempre sostenuto da quando è iniziata questa pandemia che bisogna agire sulla base di una programmazione e non inseguendo l’emergenza sanitaria che, per numero di contagi e facilità di trasmissione, rischia di metterci tutti k.o., sia fisicamente che economicamente».

«Allo stesso modo – sottolinea il Sindaco di Messina –, i legittimi timori dei genitori nel mandare i propri figli a scuola non hanno alcun senso quando poi si assiste ad assembramenti di ragazzi, quasi tutti senza mascherine, nelle principali piazze cittadine».

Cosa succederà adesso, se effettivamente verrà disposto un lockdown o meno, si saprà nelle prossime ore. Certamente, a Messina vi saranno misure più restrittive rispetto a quelle disposte precedentemente.

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