Commissione consiliare Legalita

Sul progetto sociale nella villa dell’ex boss Michelangelo Alfano confronto acceso in commissione Legalità

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Commissione consiliare LegalitaLa villa con appartamento dell’ex boss Michelangelo Alfano diventa oggetto di confronto in commissione Legalità al Comune. E non sono mancati i toni accesi. Gli abitanti del condominio in contrada Marmora, a Rodia, dove sorge anche l’immobile confiscato dallo Stato parlano di difficoltà nell’ospitare, per il progetto vinto dalla cooperativa Ecosmed, tre persone affette da disturbi psichici e che sono stati in passato internati all’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. La commissione, presieduta dalla consigliera del Megafono Nora Scuderi, ha visto il confronto tra consiglieri e residenti da un lato e i responsabili della coop. e altri esponenti politici dall’altro. A perorare la causa degli inquilini il capogruppo dei Democratici riformisti Elvira Amata: “Ricordo che si tratta di un bene confiscato alla mafia e che è un progetto portato avanti dalla giunta Buzzanca, l’accesso è privato, non c’è una piazza, un bar, una Chiesa, quando si parla d’integrazione si dovrebbe riflettere”. La Amata ha poi chiesto il conforto dell’ex assessore al Patrimonio Franco Mondello, oggi consigliere comunale: “Noi della giunta Buzzanca avevamo destinato il bene come Centro per la realizzazione di prodotti gastronomici messinesi, poi la giunta è decaduta e l’ex commissario Luigi Croce ha destinato il bene ad altro”. Molto duro il consigliere del VI Quartiere Mario Biancuzzo contro le finalità sociali del progetto della Ecosmed che ha vinto un bando pubblicato dal Comune: “Il sito non è idoneo, si tratta di una struttura che sorge a ridosso del mare ed è in stato di abbandono”. Biancuzzo ha lanciato perplessità sulla selezione vinta dalla Ecosmed ed è stato ripreso dalla consigliera di Cambiamo Messina dal Basso Ivana Risitano. Il problema principale come sollevato dalla amministratrice del condominio, la dottoressa Musumeci, è che l’area non ha parcheggi e che l’accesso è privato e non è pubblico e che non ci sono i requisiti in caso di emergenza. L’assessore al Sociale Nino Mantineo ha difeso la storia della Ecosmed: “Non agitiamo mostri su questo progetto, quella struttura, tra l’altro, pare sia stata costruita ai tempi in barba alle regole ambientali, noi puntiamo all’economia sociale”. Salvatore Rizzo, responsabile della Ecosmed, ha risposto difendendo il progetto: “Sugli aspetti tecnici non posso rispondere ma la Ecosmed è la cooperativa che ha riqualificato Capo Peloro e Forte Petrazza, luoghi che prima di noi erano stati oggetto di attenzione della magistratura, in questi anni abbiamo realizzato 200 posti di lavoro, noi la Villa Alfano vorremmo che s’iniziasse a chiamare Villa Boris Giuliano, stiamo ristrutturando l’immobile e ospiteremo in questa casa tre colleghi di lavoro che lavorano con noi, che oggi vanno in giro per la Sicilia a occuparsi di progetti del fotovoltaico, che in questo momento stanno accogliendo a Forte Petrazza 100 bambini per un progetto sulla raccolta rifiuti, sono persone che non hanno una protezione e che la magistratura con un percorso molto lungo, dopo l’internamento all’Opg, e dopo vari e successivi controlli, ha deciso per il reinserimento sociale”. La capogruppo del Nuovo Centrodestra Daniela Faranda: “Come mai per reati amministrativi si finisce all’Opg? Va bene i progetti sociali ma noi dobbiamo preoccuparci anche dei cittadini normali, questo è un condominio isolato”. @Acaffo 

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