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Il simbolo di Messina via dagli scantinati: la “Regina del Peloro” verso il restauro

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Da circa un secolo incanta i messinesi con il suo sguardo fisso e solenne rivolto sullo Stretto. Oggi, il gemello della scultura simbolo di Palazzo Zanca potrebbe ricevere un necessario rinnovamento. Il bozzetto in gesso della “Regina del Peloro” sarà restaurato dai dieci club Kiwanis della provincia di Messina.

L’annuncio è arrivato grazie all’intesa raggiunta dall’assessorato della Cultura e la Soprintendenza, che si era già occupata della perizia pre-restauro, mentre l’assessore alla Cultura Enzo Caruso ha curato i contatti con il Presidente del club Kiwanis di Messina, Angelo Caristi. Il progetto di restauro è stato presentato durante la cerimonia del passaggio della Campana presso il Royal Palace Hotel.

«L’impegno del restauro della Regina del Peloro da parte di tutti i club Kiwanis della provincia di Messina – ha detto Caruso – è un esempio virtuoso di cittadinanza attiva, che non si limita solo al rispetto delle regole e al senso civico, ma anche alla partecipazione diretta al progetto di rilancio della nostra identità e di promozione di una Città ricca di storia e di bellezza».

«Per dare visibilità a tale impegno – conclude l’Assessore – l’opera, una volta restaurata, sarà esposta accanto allo Scalone centrale di Palazzo Zanca per consentire alla cittadinanza il confronto tra il soggetto esposto e quello posto sulla sommità prospetto del Palazzo Municipale».

La “Regina del Peloro”: simbolo di una città risorta

Il bozzetto della “Regina del Peloro” è rimasto a lungo abbandonato negli scantinati dell’istituto comprensivo Pascoli-Crispi ed è leggermente più piccolo rispetto all’originale che è collocata sul timpano della facciata di Palazzo Zanca, al centro tra i rilievi laterali di Scilla e Cariddi.

Si tratta di un’opera simbolo di Messina, soprattutto perché è stata realizzata nel 1937 dallo storico scultore peloritano Antonio Bonfiglio negli anni della ricostruzione post-terremoto, ed è diventata l’icona della ripresa della città dopo il cataclisma del 1908.

Oggi appartiene al Comune, che nel corso degli anni e con l’alternarsi delle amministrazioni non era mai riuscito a trovare le risorse necessarie per intervenire con un restauro, lasciandolo nei sotterranei della scuola media di via Monsignor D’Arrigo.

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