Sicilia. Sì dell’Ars alla legge contro la violenza di genere: cosa prevede

Foto di repertorio - No alla violenza sulle donneHa ottenuto il sì dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) la legge contro la violenza di genere che prevede l’istituzione di una Cabina di Regia tra istituzioni, misure a sostegno degli orfani per crimini domestici e apposite riserve dei fondi destinati alle politiche attive del lavoro.

A commentare l’esito della votazione sulla proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle, la deputata Roberta Schillaci e la collega Valentina Zafarana: «La Sicilia fa un passo avanti per la tutela delle donne». Il provvedimento mira a creare, attraverso una Cabina di Regia, una collaborazione tra le istituzioni regionali nel contrasto alla violenza di genere.

Tra le misure inserite nel documento: la formazione e l’inserimento lavorativo degli orfani per crimini domestici, e misure che favoriscano il lavoro delle donne, dando loro maggiori possibilità di liberarsi da situazioni abusive attraverso l’indipendenza economica e sociale.

«La violenza di genere – sottolinea la deputata Valentina Zafarana – è una lacerazione della nostra società, che dobbiamo combattere con ogni sforzo possibile. Ogni 4 giorni, nel 2019, è avvenuto un femminicidio. Ogni giorno in migliaia soffrono violenze fisiche e psicologiche, spesso costrette al silenzio dall’impossibilità di lasciarsi tutto alle spalle e cominciare una nuova, e serena, vita. Nessuno di noi può stare a guardare. Prevenzione e una mano tesa quando, purtroppo, non si è riuscito ad evitare il peggio; questi sono gli obiettivi di questa legge».

Sulla stessa lunghezza d’onda la collega di partito e deputata all’Ars Roberta Schillaci: «La violenza di genere è una vera e propria emergenza sociale. Perché 7 milioni di donne nel mondo hanno subito o subiscono una forma di violenza. Anche il Consiglio d’Europa ha individuato la necessità di attivare subito delle cabine di regia che facciano sedere allo stesso tavolo tutti gli interlocutori che possono fare prevenzione e contrasto di tali forme di violenza e che le misure di contrasto e prevenzione non possono non passare per la formazione».

«Un mio emendamento – conclude – prevede la possibilità che la Cabina di regia possa avvalersi dell’Osservatorio regionale per il contrasto alla violenza di genere. La Regione finanzi subito il capitolo relativo al reddito di libertà istituito con la Legge Regionale 3 /2012 (“Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere”, ndr) ».

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