Replica di No.Proroga.Rettori alla lettera del Rettore: «Inaccettabili le mancate dimissioni»

Universita-Messina«Nel prendere atto di una sentenza che pur rimandando ad altri due gradi di giudizio ha colpito l’intera cittadinanza per la sua durezza, riteniamo che al Magnifico Rettore si offra un’occasione irripetibile per dare prova del reale sentimento che egli nutre nei confronti dell’Istituzione che rappresenta: dimettersi senza attendere che sia il Ministero a pronunciarsi nel merito, onde evitare all’Ateneo di consumarsi per mesi in una penosa agonia». Questo è quanto si legge in una nota redatta dal Comitato No.Proroga.Rettori in seguito alla sentenza pronunciata in primo grado dal Tribunale di Messina, che ha visto la condanna a 3 anni e 6 mesi del Rettore Tomasello, il quale ha inviato una lettera per motivare la sua decisione di non dimettersi all’intero corpo docente dell’Ateneo. In risposta a questa, il Comitato No.Proroga.Rettori scrive: «Il Rettore esordisce dichiarando come egli non intenda entrare “nel merito di una decisione giudiziale” che lo riguarda e che comunque si riferisce a condotte che egli non ha “in alcun modo tenuto”. Per comprendere come tali condotte “non sarebbero state praticabili, in nessun caso e da parte di nessuno, meno che mai alla luce dei vigenti ordinamenti”, sarebbe stato sufficiente conoscere la “fisiologia delle dinamiche universitarie”. Non considera come i fatti accaduti siano stati oggetto di un’imponente attività investigativa che ha peraltro prodotto copioso materiale relativo ad intercettazioni ambientali e telefoniche assolutamente inequivocabili, divenute di pubblico dominio». «Troviamo inquietante — continua la nota di No.Proroga.Rettori — l’invito che il Prof. Tomasello rivolge alla comunità accademica ad interrogarsi “sulle improprie conflittualità che, ancorché limitate, continuano a persistere al suo interno, portando ad un inevitabile autolesionismo”, poiché riteniamo che i conflitti andrebbero affrontati e risolti attraverso il confronto e il dialogo. Di diverso avviso è il Magnifico Rettore, il quale evidentemente ritiene che tutti coloro che non condividono il modus operandi del vertice dell’Ateneo debbano essere individuati e isolati “sul piano istituzionale in modo adeguato”. Un destino che ci sembra molto simile a quello che la sorte ha riservato al Prof. Cucinotta, parte lesa nel processo che si è recentemente concluso, al quale cogliamo l’occasione per esprimere tutta la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento». E in riferimento alle parole del Rettore sul clima di “diffusa colpevolizzazione delle Università” e al “grave torto alla moltitudine di ricercatori, di studenti e di funzionari tecnico-amministrativi che, con loro attività, rendono onore al Paese”, il Comitato replica: «A fare torto all’intera comunità è infatti stato colui il quale, subendo una sentenza pesantissima di primo grado nelle vesti di Rettore, ha inferto un irreparabile danno di immagine al nostro Ateneo». Già le proroghe per mantenere la carica avevano gettato un’ombra sull’Ateneo messinese — dice No.Proroga.Rettori che, alla luce della sentenza, trova inaccettabili le mancate dimissioni. 

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