Per gli sfollati di Giampilieri ancora un anno di sgombero. Ma ci sono possibilità di ritorno a casa

Giampilieri2Sono ancora tra 200 e 300 gli sfollati di Giampilieri. E per loro c’è ancora un anno di sgombero lontano dalle case. Ma con alcune possibilità di rientro. Il sindaco Renato Accorinti ha disposto la proroga del termine di scadenza che era stato fissato dall’ex commissario del Comune, Luigi Croce. La nuova data è fissata al al 31 ottobre del 2014 per coloro che hanno avuto distrutta l’abitazione per l’alluvione del primo ottobre 2009. La proroga vale per tutti gli immobili a rischio: “Così come individuabili nella cartografia formulata dagli esperti, modificando parzialmente le disposizioni interpretative di cui alla determinazione 126/2012, nel senso di prescindere da verifiche puntuali per le aree B1 e B2 e di disporre, in tali aree, la possibilità di uso abitativo qualora l’immobile abbia almeno due piani fuori terra e di ammettete l’utilizzo del piano terra per scopi commerciali, solo in ore diurne, così come previsto dalla commissione di esperti”.

Per le abitazioni che rientrano in aree B1 e B2 possono esserci delle possibilità di apertura. Tutto questo se gli immobili sono dotati di allaccio ai servizi essenziali e se la loro raggiungibilità non sia impedita da cantieri. Sempre per le aree B1, destinate a divenire Verdi, e quindi prive di limitazioni d’uso, non appena i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico saranno ultimati il direttore generale del dipartimento regionale di Protezione civile comunicherà l’ultimazione saranno immediatamente aperte al pubblico. Per le zone soggette a frane “lente”, al villaggio Pezzolo, Accorinti ha richiesto al dipartimento regionale di Protezione civile di finanziare la perizia redatta dallo Staff Protezione civile per il monitoraggio del dissesto. Per i tratti segnati come B2 nelle mappe e dove non sono stati eseguiti i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico il sindaco ha richiesto al dipartimento regionale di Protezione civile di far eseguire uno studio geologico che approfondisca le condizioni di rischio da estendere anche alle frane “lente” al villaggio Altolia. Il 25 ottobre si è tenuta una conferenza dei servizi tra gli enti che hanno esaminato la perimetrazione del rischio residuo nelle aree dell’alluvione che è stata eseguita dagli esperti.

 

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