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Mollo tutto e vado a Montalbano Elicona: 223mila euro per ripopolare uno dei Borghi più Belli d’Italia

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Quante volte avete sognato di andare a vivere in un posto immerso nella natura, in cui si respira aria pulita, lontano dal caos della città? Adesso è possibile realizzarlo, ripopolando Montalbano Elicona: uno dei borghi più belli d’Italia. Da un paio di giorni, infatti, l’iniziativa del Sindaco del borgo Filippo Taranto sta facendo il giro sui social e così lo abbiamo chiamato per capire di cosa si tratta.

Montalbano Elicona rientra nei piccoli comuni beneficiari del Fondo nazionale istituito nel 2017; per il finanziamento di investimenti diretti alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché alla promozione dello sviluppo economico sociale e all’insediamento di nuove attività produttive.

Nel caso specifico, il borgo in provincia di Messina ha avuto accesso a 223.641,17 euro; le risorse serviranno a tre linee di intervento utili per ripopolare il paese di circa 2.400 abitanti. «Il bando per inoltrare la domanda – ci ha detto al telefono il Sindaco Filippo Taranto – sarà pronto giovedì o al massimo entro lunedì, ma sono già arrivate delle telefonate per avere delle informazioni».

Vivere a Montalbano Elicona

Tra i finanziamenti ci sono anche 5mila euro, che verranno dati a chi decide di trasferirsi a Montalbano Elicona, tra le colline dell’Argimusco. «Capisco – dice ancora il Sindaco Taranto – che sono piccoli incentivi, ma l’intenzione è di riportare la gente nel Borgo. Montalbano è un piccolo gioiello unico, l’aria è pura e si vive serenamente. Siamo accoglienti, chi viene qua fa parte della comunità». Le azioni di intervento prevedono:

  • Ripopolamento a Montalbano Elicona, con residenza nel borgo per almeno 5 anni (5mila euro);
  • Avviare un’attività all’interno del borgo (10mila euro);
  • Ristrutturare beni che verranno dati in comodato d’uso.

A questo link il decreto.

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