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Messina poco attrattiva per i crocieristi? Caruso: «Lavoriamo per renderla migliore»

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«Di problemi da risolvere ce ne sono tanti, ma invito i messinesi a smetterla di propagandare solo negatività»: l’assessore alla Cultura e al Turismo, Enzo Caruso, replica al report commissionato dall’Autorità Portuale dello Stretto che riporta le recensioni dei crocieristi su Messina e ricorda ciò che è stato fatto negli ultimi anni per rendere la città dello Stretto più attrattiva per i turisti (e per i cittadini stessi).

Nella giornata di ieri, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto (AdSP) ha reso pubblico il report da lei commissionato alla società “Risposte Turismo” sul livello di apprezzamento dei servizi offerti da Messina, da parte dei crocieristi ma anche degli operatori. Un report che ha sollevato un certo polverone date le considerazioni piuttosto critiche di molti turisti che si sono trovati, negli anni passati, ad approdare a Messina. La città è definita infatti sporca e priva di servizi, senza particolari attività da svolgere e con poche indicazioni sulle attrazioni del centro storico.

Ai risultati di questo studio e ai conseguenti commenti da parte dei cittadini replica l’assessore al Turismo, Enzo Caruso. Riportiamo, di seguito, la nota da lui inoltrata.

«Ho ascoltato con estremo interesse i risultati della ricerca commissionata dall’Autorità di Sistema alla società “Risposte Turismo” durante la diretta fb alla quale ho partecipato in video conferenza. Una presentazione che fotografa impietosamente le criticità che il turismo crocieristico affronta sin dal suo primo “approdo” nel nostro porto e che Messina non hai mai voluto recepire come opportunità e risorsa, limitandosi ad un approccio distratto e quasi sempre indifferente. Una presenza, quella di 450.000 croceristi, della quale si è invece sentita subito la mancanza durante il triste periodo della pandemia.

Vero è, però, che quanto presentato, così come affermato dagli stessi relatori su mia mirata domanda, non è la fotografia istantanea dell’ultimo anno; anche perché, è sotto gli occhi di tutti, che da almeno due anni, i croceristi a Messina non si vedono più.

I dati si riferiscono invece ad una indagine che tiene conto delle esperienze vissute dai croceristi nei periodi antecedenti al 2019/2020, riferiti al periodo di massimo afflusso in cui ancora nessuna azione era stata messa in atto, in modo cosciente e consapevole, da questa Amministrazione, né da quelle precedenti.

È invece proprio durante il lockdown, che l’Amministrazione De Luca, con particolare riferimento all’Assessorato al Turismo, agli Assessorati collegati per delega e alle Società partecipate, su indicazione del Sindaco, ha approntato un piano programmatico a partire dalla “analisi delle criticità e dei bisogni” dell’utenza, con conseguente pianificazione di interventi che non possono certamente, in tempi brevi, porre rimedio a quanto non è mai stato fatto in passato.

Sì, perché Messina, città turistica nel senso vero del termine, non lo è mai stata, anche se ne detiene tutte le caratteristiche.

Di problemi da risolvere ce ne sono tanti, è inutile nascondere la testa sotto la sabbia; ma è anche vero che nessuna Amministrazione ha mai guardato la Città con gli occhi del crocerista, né ha mai considerato i servizi necessari per la sua accoglienza, anche minimi, se non riferita a qualche informazione data al Terminal nell’info point, oggi non più attivo. Nessuno ha mai lavorato per l’incoming, per una recettività organizzata e strutturata; nessuna ha mai pensato ad una Card dei servizi e della mobilità.

Se è vero che ancora molto c’è da fare in termini di servizi, è anche corretto evidenziare che molte di alcune criticità, elencate nelle slide presentate dall’Agenzia durante l’incontro, sono state affrontate e risolte.

È stato proprio per rispondere all’ennesima osservazione dei croceristi che “vagano da soli senza sapere dove andare” che è stato realizzato un elegante info-point, con personale che ha padronanza delle lingue straniere e fornito, finalmente, di cartine tematiche con percorsi pedonali autonomi nel centro storico, colorati e differenziati, dotati di QR-Code collegati a Google Maps e supportati da apposita segnaletica in doppia lingua.

Sono stati attivati incontri programmatici tra Comune, Camera di Commercio, Autorità di Sistema e Università per una strategia di accoglienza e formazione degli operatori.

Sono stati realizzati anche video promozionali e censite le Guide Turistiche Abilitate, le Agenzie di Viaggio e gli Operatori che gestiscono i siti di interesse, con la creazione di una banca dati di offerte culturali e di escursioni.

La società “MessinaServizi” si sta prodigando con potature e scerbatura, l’AMAM ha attrezzato le maggiori piazze con fontanelle di acqua potabile e l’ATM ha fissato delle tariffe agevolate per chi, partendo in crociera da Messina, parcheggia l’auto al “Cavallotti” per una settimana.

È stato anche completato, dopo quasi due anni di lavoro del sottoscritto con operatori e video maker specializzati, un sito dedicato al Turismo, mostrato già alle Agenzie di Viaggio (purtroppo non ancora online), che mette in vetrina le eccellenze del territorio dal punto di vista artistico, storico, paesaggistico ed eno-grastronomico, con tour interattivi emozionali e applicazioni di realtà aumentata.

Vero è anche che si è partiti da -273°F e che tutti gli esperti di settore, che oggi suggeriscono o sentenziano, e le Amministrazioni che ci hanno preceduto non hanno lasciato niente in eredità da cui partire.

Ma non bisogna neanche trascurare di ammettere che questa città necessita innanzi tutto di una “cultura dell’accoglienza”, della cortesia e del senso civico; questo vale per gli esercenti, per gli albergatori e per i cittadini che dovrebbero concorrere a rendere la città più attrattiva e ospitale; gli operatori vivono ancora di professionalità individuale, difficilmente cooperativistica e collaborativa, incapace di osservare una criticità e di porne rimedio; manca ancora la capacità di comprendere e assecondare il turista con le sue esigenze, i suoi comportamenti, i suoi gusti e le sue richieste, considerate a volte “bizzarre” perché frutto di culture diverse.

Non occorre l’ispettore della guida Michelin per comprendere che un cameriere in pantaloncini, incapace di sorridere al cliente o di mostrargli cortesia, porta discredito non solo a chi lo paga, ma a tutta la categoria. Non occorre poi una sanzione per capire che i carrellati della raccolta differenziata, posti durante le ore giornaliere davanti alla vetrina del proprio negozio, deturpano l’immagine dell’esercizio commerciale e dei monumenti, oltre che della città.

L’Amministrazione comunale è ben consapevole che la città ha bisogno di pulizia, arredo urbano, di aree di sosta per pullman, bagni pubblici, servizi per disabili, orari di apertura più flessibili e rispondenti alle fasce orarie con maggiore afflusso di turisti, ma nella qualità di Assessore alla Cultura e al Turismo, invito i messinesi a smetterla di propagandare solo negatività, soprattutto sui social; invito la Stampa a farsi promotrice verso i propri lettori di un costante condizionamento positivo al rispetto delle regole, ad osservare i problemi e a suggerire soluzioni, a risollevare gli animi e a promuovere amor proprio, senso di identità e di appartenenza alla nostra comunità: nessun turista decide di andare volentieri in una città di cui gli stessi abitanti parlano male.

Invito invece tutti i nostri concittadini a cooperare, a fare ognuno la propria parte per il bene proprio e della collettività e a rispettare nel proprio piccolo la città evitando di rendersi complici del degrado e del disfattismo, tipico passatempo messinese, accompagnato dall’atavica “indolenza Zanclea”, come la definì nel 1903 il “Marchesino”, giornale satirico cittadino.

Cerchiamo tutti di migliorare Messina, rendendola un po’ migliore di come ce l’hanno consegnata. (la frase non è mia!)».

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