Messina, ordine di demolizione per “La Pinnazza” a Torre Faro

locale la pinnazza di torre faro a messinaDopo il gazebo di Miscela D’Oro, a piazza Cairoli, anche un locale di Torre Faro finisce nel mirino del Comune di Messina: si tratta de “La Pinnazza”, ritrovo estivo di Capo Peloro, per cui Palazzo Zanca ha ordinato – tramite un’ordinanza/diffida – la demolizione. Nello specifico, il provvedimento riguarda la veranda e la struttura in legno.

Tutto ha inizio lo scorso 11 agosto 2020, con un sopralluogo della Squadra tutela Spiaggia e Torrenti, della Polizia Municipale di Messina. Secondo quanto riportato nell’ordinanza pubblicata sull’Albo Pretorio del Comune, l’accertamento avrebbe rilevato che la struttura in legno realizzata sulla spiaggia di via Fortino non corrisponderebbe a quanto previsto dal titolo abilitativo.

Nello specifico, nel documento la Polizia Municipale avrebbe accertato: “la realizzazione in difformità dal titolo abilitativo con relativa occupazione di suolo demaniale” di “un manufatto ligneo di circa 62mq (8,00×7,80con altezza varia da 3 a 2 metri) destinato alla somministrazione di bevande ed alimenti. La struttura si presenta delimitata perimetralmente da tende avvolgibili nella parte alta e pannelli lignei nella parte bassa con copertura fissa ad unica falda in PVC. Nella parte prospiciente l’arenile è inoltre stata realizzata una veranda di circa 10mq (4,00×2,60) coperta da un telo. Questo spazio è anch’esso utilizzato per somministrazione di alimenti”.

Il titolare del locale “La Pinnazza” dovrà quindi procedere, entro 30 giorni dalla notifica, alla “demolizione delle opere abusive, allo sgombero dell’area abusivamente occupata ed al conseguente ripristino dello stato dei luoghi, con l’avvertenza che in caso di inottemperanza si procederà d’ufficio, ponendo le spese a carico della ditta autrice dell’abuso”. In caso di inottemperanza, sarà irrogata una multa di 20mila euro.  Il destinatario del provvedimento ha 60 giorni di tempo per presentare ricorso al TAR della Sicilia.

 

(Foto © Giacomo Belardi, 2018)

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