“Messina in Movimento”: “La Tares? Una tassa istituita con troppa fretta. Serve per tappare i buchi del bilancio”

messina in movimento“Messina in Movimento” dice la sua sulla questione Tares, il cui pagamento, sottolinea, poteva essere rateizzato in 4 e non in 3 rate. Ma ecco cosa si legge in un comunicato:

“Noi di Messina in Movimento ci teniamo a manifestare la nostra delusione nei confronti della giunta Accorinti, poichè si evidenzia, ancora una volta, la netta distanza dell’Amministrazione comunale tra i proclami di vicinanza ai cittadini enunciati in campagna elettorale e le scelte politiche attuate, che ci trovano sempre più smarriti, se pensiamo alle motivazioni addotte per cui non si è voluto dichiarare il dissesto come da noi, invece, sempre auspicato per un reale “Cambiamento”. In particolare, relativamente all’imposizione della TARES per l’anno 2013, vogliamo evidenziare che si tratta di una scelta politica, consentita ma non obbligatoria per legge, semmai dettata da necessità economiche contingenti visto che, nella relazione di fine mandato del Commissario si parla di una copertura del 73.39% del servizio per l’anno 2012. 
L’art. 5 comma 4 quater D.L. 102/2013 convertito in legge 124/2013 consentiva ai Comuni per il solo anno 2013 di mantenere in vigore la vecchia TARSU seppur con le integrazioni a copertura dei costi di servizio e le maggiorazioni allo Stato. Nell’ottica di un’amministrazione che non vuole far pagare ai cittadini il danno e la beffa di casse “ripulite” da un sistemapolitico-clientelare ben noto, vorremmo spiegarci il recente provvedimento di eliminare la TARSU, seppur con le debite maggiorazioni richieste, a favore di una tassa che viene posta sulle spalle dei cittadini unitamente all’integrazione dell’IMU sulla prima casa, entrambe in scadenza il 24.01.2014.
Invece, l’Amministrazione ha frettolosamente, ingiustificatamente e tardivamente imposto la Tares sottacendo ai cittadini il reale impatto economico della stessa – ben noto al Sindaco e all’assessore al bilancio, come si evince dalla relazione di accompagnamento della TARES a firma dello stesso Assessore, Prof. Guido Signorino.
Tale imposta, inoltre, così come è stata approvata, negherebbe ai cittadini per i prossimi due anni (2013-2014) la legittima facoltà di aggiornare i dati relativi al numero dei componenti, di usufruire di riduzioni per reddito etc. che normalmente connotavano la TARSU.
Alla luce di quanto emerso alcuni interrogativi nascono spontanei: perché il Sindaco ed il Consiglio Comunale hanno scelto di far pagare la TARES e perchè in questi tempi quando la legge istitutiva e ne consentiva la suddivisione in quattro rate invece di tre come richiesto?
La fretta con la quale la tassa viene applicata – ivi compresa la scarsa trasparenza in termini di rispetto dei diritti del cittadino – appare sintomatica più di una volontà di fare cassa per tappare i ben noti buchi di bilancio esistenti, piuttosto che l’avvio di un serio progetto di rinnovamento politico in termini di organizzazione e gestione della città. Ci domandiamo inoltre perchè i 518.478,43 euro degli incassi dalla vendita a CONAI dei rifiuti da raccolta differenziata (si veda il bilancio ATO3 pubblicato sul sito del Comune) non sono stati utilizzati per ridurre il carico fiscale dei cittadini e a che cosa invece siano servite queste entrate.
Perchè non si è analizzato il bilancio ATO3 e non sono state eliminate le somme per i servizi che non sono attivi, che costano milioni di euro e che devono essere coperti, via via, dalla TARES, da nuove tasse, dalla nuova discarica di Pace, dallo scandalo contributi mensa?
Da una Giunta che si è sempre proposta come alternativa alle vecchie logiche e dalla parte degli ultimi ci saremmo aspettati, in parallelo alla crescita esponenziale dei costi, un cambiamento ed il definitivo smantellamento di quella struttura tecnico-gestionale (MessinAmbiente, classe dirigente, sprechi) che in questi anni ha provocato i danni che tutti conosciamo e che, con questa TARES, tutti siamo stati chiamati a pagare a caro prezzo senza ottenere altro che la loro conservazione.
L’Assessore Guido Signorino ci tiene a giustificare tutte le scelte con il fantasma del dissesto; considerato ciò che sta accadendo, perché il dissesto è stato considerato uno spettro? Un fantasma per chi?
Non sarebbe stato opportuno ripartire da zero con il default, rompere il sistema e non perpetuare questi carrozzoni ed accertare le responsabilità di coloro che hanno portato Messina al collasso? Quanto ha influito la paura delle denunce alla Corte dei Conti conseguenti alla dichiarazione di dissesto, con la possibile condanna al risarcimento del danno dei precedenti Sindaci, Consiglieri Comunali ed Assessori sull’approvazione di tasse così elevate a danno dei cittadini sia della Giunta Accorinti che del Consiglio Comunale ad eccezione di qualche “eroe”?
Da cittadini attivi, attendiamo risposta dal Sindaco e dalla sua Giunta.” 

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