Cambiamo Messina dal Basso dice “no” alle sentinelle del decoro: inviato esposto alle autorità

foto di gruppo di cambiamo messina dal basso - cmdbCambiamo Messina dal Basso dice “no” alle sentinelle del decoro urbano, sistema di segnalazione lanciato ad inizio ottobre dal Sindaco per contrastare attività illecite, e invia un esposto alle autorità per schierarsi pubblicamente contro il modus operandi del Comune.

«Non si può con un colpo di spugna mediatico – scrivono i portavoce del movimento cittadino – scaturito da scarsa conoscenza della materia, fomentare la gente creando odio e istigando le persone ad agire come investigatori privati, fregandosene (eufemismo) dei dati sensibili e della privacy di ognuno, oltre che dei complessi e democratici meccanismi che ci sono dietro. Inoltre, non si può mai, in nessun modo, parlare di taglie o di premio, deflazionando pagamenti di tasse comunali come premio a segnalazioni varie. Sindaco di Messina, noi non scherziamo con queste cose».

L’esposto di Cambiamo Messina dal Basso

L’esposto per denunciare le anomalie del servizio delle sentinelle del decoro urbano è stato inoltrato a varie autorità, tra cui anche il Ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese.

I portavoce del movimento cittadino, Vittoria Faranda e Giovanni Pirrotta, segnalano “possibili violazioni costituzionali e regolamentari“: «violazione articolo 117 lettera m della Costituzione –  determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garanti su tutto il territorio nazionale; violazione legge sulla privacy, poi disciplinata dal Codice in materia di protezione e trattamento dei dati personali, come modificato dal Decreto legislativo 10 agosto 2018, che ha confermato che il Garante è l’autorità di controllo designata anche ai fini dell’attuazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali; incitamento all’odio; divulgazione di informazioni personali e private senza alcun controllo; possibile violazione della proprietà intellettuale».

«Ad oggi – continuano i portavoce Cmdb – non esiste alcuna delibera, regolamento comunale o regolamento di polizia locale che stabilisce “principi” o regole a proposito di questo “nuovo servizio di segnalazione”. Il meccanismo della delazione premiata, vigente unicamente in sistemi democraticamente fragili, tradisce la tripartizione dei ruoli dello Stato e non assicura l’osservanza delle forme che garantiscono il diritto di difesa. Non si ha traccia di chi utilizza questo numero né si ha contezza di come e dove verranno conservati questi dati. La conservazione di questo tipo di file, in tutti gli ambiti, riguarda anche la privacy e il trattamento dei dati personali. Non è legittimo applicare sconti o Esenzione di Imposte Comunali a chi fornisce segnalazioni.

Il servizio attualmente attivo nel Comune di Messina riservato alle segnalazioni numero di telefono 090771000 registra ogni chiamata al fine di tenere tutto negli archivi dei Vigili del Comune e agli atti, cosa che non avviene su questo numero di WhastApp; inoltre una volta consegnati, i messaggi vengono eliminati dai loro server. Siamo di fronte a un servizio di cui il corpo dei Vigili Urbani del Comune di Messina non ha alcun controllo né giurisprudenza».

Nell’esposto, infine, anche una proposta: «Non sono nuove ed esistono invece – scrivono Faranda e Pirrotta – segnalazioni tramite apposite APP (esempio “decoro Urbano” o “ePart”) e non prevedono assolutamente la possibilità di sostituirsi agli organi preposti, piuttosto  il loro fine è quello di rendere i cittadini partecipi solo di alcune segnalazioni (guasti, buche, verde pubblico)».

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