Mese di mobilitazione per i movimenti contro le grandi opere. Si comincia il 16 Marzo a Messina

noponteAncora una volta i movimenti contro le grandi opere inutili e dannose, i cittadini che lottano per la difesa della salute e del territorio scendono insieme in piazza il 16 Marzo a Messina per chiudere definitivamente la partita del Ponte sullo Stretto e continuare le lotte per la Rinascita del Territorio, ribadendo la necessità di sopprimere la Stretto di Messina Spa, il recesso dal contratto con Eurolink (General Contractor per la progettazione e costruzione del Ponte), il non riconoscimento di alcuna penale e alcun debito.  «Il Ponte sullo Stretto — scrive in una nota Luigi Sturniolo — per voce del Ministro responsabile, viene dichiarato insostenibile dal punto di vista finanziario e progettuale. Aveva ragione il movimento No Ponte e torto tutti coloro che hanno alimentato una prospettiva tanto devastante quanto infondata.  In tanti anni di lotta, però, ne abbiamo viste tante e continueremo la nostra battaglia fino a quando non sarà definitivamente cancellato il contratto, chiusa la Stretto di Messina Spa e investite nel nostro territorio le risorse economiche che Impregilo reclama come penali». Marzo, dunque, sarà un mese di mobilitazione che vedrà impegnati Movimento No Ponte, Movimento No Tav, Coordinamento regionale dei comitati No Muos. «Faremo sentire le nostre voci all’unisono — dichiarano i Comitati —,  ricorderemo nuovamente che le lotte contro il Ponte sullo Stretto, contro il Tav in Val di Susa, e contro il Muos in Sicilia si intrecciano naturalmente in un’unica battaglia per la difesa dei beni comuni. Diverse sono le specificità delle nostre lotte ma un filo rosso le unisce nei comuni obiettivi di fondo e nelle forme di una protesta la cui forza è continuamente alimentata da un’ampia partecipazione popolare. Le nostre lotte  — proseguono — hanno un forte legame con quelle per il lavoro e per la difesa dei diritti, per riaffermare il bisogno sempre più urgente di una democrazia in cui cittadini possano decidere del loro futuro. Una democrazia incompatibile con le grandi opere che devastano territori e utili solo ad alimentare il grande business del malaffare sottraendo risorse pubbliche alla Sanità, alle pensioni, alla scuola, alla cultura». Dopo l’appuntamento del 16 marzo a Messina, i movimenti continueranno la loro protesta il 23 Marzo in Valsusa per impedire la nuova linea Tav, e il 30 Marzo a Niscemi per fermare la costruzione del Muos. 

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