Maxi-protesta sulle condizioni delle autostrade: piazza quasi deserta a Messina

Non è stata proprio “maxi” la maxi-protesta contro le condizioni delle autostrade A18 (Messina Catania) e A20 (Messina Palermo) svoltasi stamattina di fronte al Municipio. Nonostante le tante adesioni al gruppo Facebook creato dai promotori, oggi piazza Unione Europea era quasi deserta. Ma gli organizzatori non si sono lasciati scoraggiare e la manifestazione si è tenuta ugualmente.

Nel mirino degli organizzatori c’è il CAS, il Consorzio Autostrade Siciliane, da loro accusato di inefficienza. Le autostrade siciliane, in particolare la A18 e la A20 appaiono agli utenti poco sicure e, secondo loro, chi se ne dovrebbe occupare lo fa poco e male, con tempi troppo lunghi. Un caso su tutti, quello della Frana di Letojanni. E, infatti, proprio su questo specifico tema c’è stata pochi giorni fa un’altra protesta che ha ottenuto più o meno lo stesso successo di quella odierna. Vale a dire molto poco.

Indubbiamente il tema, quello delle condizioni delle autostrade siciliane, è un tema sentito dai cittadini. Basta pensare al numero di iscritti al gruppo Facebook creato dagli organizzatori della maxi-protesta e alla quantità di commenti che accompagnano ogni notizia riguardante incidenti avvenuti sulla A18 o sulla A20. Il tenore di questi commenti è spesso simile, da molti queste due autostrade sono considerate poco sicure.

E allora qual è stato il problema? Difficile a dirsi. Nel caso odierno certamente non ha giocato a favore della protesta l’orario e la giornata scelta dagli organizzatori. L’incontro era previsto per le 9.30 di questa mattina, un venerdì, quindi un giorno (per i più) lavorativo. Altro punto potrebbe riguardare le modalità con cui la manifestazione è stata comunicata. Forse troppo poco, forse non nel modo giusto. In più, occorre sempre sottolineare lo scollamento che spesso esiste tra il mondo “concreto” e i social. Per quanto questi abbiano sempre una maggiore rilevanza nella vita delle persone, le adesioni che si danno su Facebook o su Twitter o su qualunque altra piattaforma spesso non si concretizzano. In poche parole, si dice che si parteciperà e poi, per un motivo o per un altro, si fa diversamente.

A partecipare manifestando il proprio supporto è stato anche il sindaco di Messina Cateno De Luca, che ha commentato: «Perché da noi per rimuovere una banale frana sull’autostrada (Letojanni) passano quasi dieci anni e nel resto d’Italia in due anni si demoliscono e ricostruiscono imponenti viadotti ? Perché da noi le autostrade devono essere fonte di pericolo e non di ricchezza? Se la politica non riesce a dare queste risposte ha perso la sua principale funzione».

 

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