Ferimento Banco di Sicilia. Confcommercio e Confesercenti chiedono maggiore sicurezza

picciotto-confcommercio-nuovo-1Carmelo Picciotto, presidente provinciale di Confcommercio, scrive in merito al ferimento avvenuto stamani all’ingresso del banco di Sicilia di Viale Libertà, dove un cliente che stava per depositare denaro è stato ferito e rapinato. Questa la dichiarazione di Picciotto:

“La notizia del ferimento di oggi è ferale, non solo per i commercianti e gli imprenditori messinesi, ma anche per l’intera città. Siamo vicini al titolare della stazione di servizio di Paradiso e gli auguriamo di riprendersi presto. Il tema della sicurezza è stato al centro di altre prese di posizione della Confcommercio che ha chiesto alle Istituzioni maggiori controlli e l’attivazione di nuove telecamere in città proprio allo scopo di disincentivare i criminali che  attentano alla vita di imprenditori e commercianti. Ci auguriamo che dopo il gravissimo fatto di sangue di questa mattina lo Stato possa dare una risposta forte per fare sentire in maniera tangibile la presenza delle Istituzioni”.

Per il presidente di Confesercenti Alberto Palella “la situazione è diventata ormai intollerabile. Messina è una specie di Far West, dove si spara anche in pieno giorno, mettendo a rischio l’incolumità non solo degli esercenti vittime degli agguati, ma di tutti i cittadini. Tutto ciò anche a seguito della notevole riduzione del pattugliamento sul territorio da parte delle forze dell’ordine, colpite anch’esse dalla mannaia della spending review.”

Più volte Confesercenti ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico con le istituzioni, per mettere a punto un piano per intensificare i controlli sul territorio e arginare la pericolosa escalation di violenza, che, nel 2016 ha raggiunto i livelli massimi di allerta. Appelli che purtroppo sono rimasti lettera morta.

“Oggi siamo costretti a prendere atto dell’ennesimo fatto delittuoso, che riguarda un nostro associato a cui esprimiamo la nostra solidarietà e auguriamo una pronta guarigione. Ma cosa dobbiamo aspettare prima che venga fatto qualcosa per frenare questi episodi? Forse che ci scappi il morto? Non siamo più disposti ad aspettare e tollerare il persistere di questo stato di cose e chiediamo alle autorità competenti  risposte certe e concrete su cosa si intenda fare per risolvere un problema che mette i commercianti e i cittadini in una condizione di perenne insicurezza sulla propria incolumità fisica, oltre che sul sereno svolgimento della propria attività imprenditoriale”.

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