Crocetta rimuove Magistri dall’Asp. La Fp Cgil: “Avevamo segnalato anomalie”

Manlio MagistriManlio Magistri dovrà lasciare la guida dell’azienda sanitaria provinciale. Lo ha deciso il presidente della Regione Crocetta. La rimozione è dovuta secondo i vertici regionali ad anomalie nella gestione dei servizi di assistenza sanitaria e mancato rispetto delle norme sui Punti nascita. Il provvedimento è stato adottato dall’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino. Lunedì il decreto sarà notificato a Magistri “per non avere rispettato le delibere di giunta e i decreti assessoriali sui punti nascita”. Il Tar di Catania ha anche accolto il ricorso de Comune di Barcellona Pozzo di Gotto contro la scelta dell’Asp di chiudere il reparto di Ostetricia e Ginecologia del Cutroni Zodda per il trasferimento al Civico di Milazzo. I giudici amministrativi avevano già accolto il ricorso del Comune di Lipari contro la chiusura di Ostetricia nell’isola.

Secondo Crocetta Magistri agiva contro le indicazioni del governo regionale non rispettando le delibere di giunta e i decreti assessoriali sui Punti Nascita come se fosse il padrone della sanità provinciale.

«Con la decisione adottata del presidente della Regione, Rosario Crocetta, di rimozione del commissario straordinario dell’Asp di Messina, Manlio Magistri, trovano sostanza e fondamento le tante denunce presentate dalla FP CGIL rispetto ad una gestione unidirezionale e non aperta al dialogo». Questo il commento a caldo della segretaria generale della Funzione pubblica della CGIL, Clara Crocé, nell’apprendere il provvedimento adottato da Crocetta.
«In molte occasioni – spiega la Crocé – abbiamo evidenziato i comportamenti anomali messi in atto da Magistri, primo fra tutti, la vicenda dell’ospedale Margherita e il trasferimento dell’apparecchiatura Rmn a Barcellona». Questo per il sindacato, il caso simbolo di un’amministrazione che in parecchie circostanze, anche rispetto a vicende riguardanti l’accorpamento dei presidi ospedalieri della provincia, ha mostrato di operare senza tenere conto delle richieste provenienti dal mondo sindacale.
«Dopo la “sconfessione” dell’attività svolta da Magistri anche da parte del Tar di Catania, in merito alla scelta adottata dall’Asp di Messina di chiudere il reparto di ostetricia e ginecologia di Barcellona e trasferirlo a Milazzo, la strada della rimozione era inevitabile», conclude la Crocé. La sindacalista, inoltre, coglie l’occasione per invitare la Regione, e in particolare l’assessore regionale, Lucia Borsellino, a rivedere il piano di rimodulazione dei posti letto che, così come predisposto, penalizza fortemente la provincia messinese.
La sindacalista, infine, in vista dell’ormai prossima nomina dei nuovi manager sanitari «auspica che le scelte vengano adottate sulla base di criteri che tengano veramente conto della salute dei cittadini e non siano invece frutto delle solite e abusate logiche di spartizione politica». 

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