Concessioni demaniali ai lidi: l’ARS approva il decreto che semplifica il rinnovo

approvato il decreto sulle concessioni demanialiVerranno semplificate le procedure per il rinnovo delle concessioni demaniali ai lidi balneari fino alla fine del 2033. A stabilirlo la Commissione Territorio dell’Assemblea Regionale Siciliana. L’ARS, infatti, ha dato parere favorevole al decreto dell’assessore regionale al Territorio, Totò Cordaro.

L’obiettivo del decreto è di snellire la burocrazia ed estendere i permessi demaniali fino al 2033. La proposta dell’assessore approvata sospende l’efficacia di una misura europea (la direttiva Bolkestein) che avrebbe imposto già dal 2020 di fare una gara pubblica per assegnare le concessioni e proroga quelle attuali fino al 2033.

Le concessioni demaniali per i lidi fino al 2033

Secondo i dati raccolti dalle associazioni di categoria, sono 9 mila in Sicilia le concessioni demaniali per i lidi compresi, ristoranti, bar e punti di ristoro. Il decreto approvato prevede, adesso, una procedura semplificata con autocertificazioni sostitutive di tutta la documentazione già in possesso della Regione o di altre amministrazioni pubbliche.

«Mentre la legge nazionale – ha affermato Cordaro, durante i lavori in Aula – è vigente e operativa nonostante la sentenza del Consiglio di Stato, noi ci siamo posti il problema di approvare in Sicilia una legge di recepimento, che è dovuta, ma che prevederà un decreto successivo dell’assessore, d’accordo con la commissione competente dell’Ars; inoltre per ottenere l’estensione è necessario ripresentare la domanda: se vogliamo concedere fino al 2033 l’estensione della concessione è necessario attualizzare il certificato antimafia, il Durc, i canoni e altro.»

«Sono tutte norme di buon senso – afferma Marianna Caronia della Lega-  perché di fronte alla crisi gravissima di tutto il settore turistico occorre fare tutto quanto è possibile per sostenere la ripresa e l’impresa. È un motivo in più per confermare la bontà della proposta di esonerare i gestori dal pagamento dei canoni demaniali, che voteremo con la finanziaria.»

 

 

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