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Botteghe d’artista nei villaggi e nei casali: le idee della Giunta per un turismo “slow” a Messina

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Dare nuova vita ai villaggi, borghi e ai casali di Messina per rivitalizzarne il territorio e creare un turismo “slow” puntando sulle tradizioni, gli antichi mestieri, e favorendo le imprese giovanili che coniugano sostenibilità ambientale, tecnologia e tradizione. Questo uno degli obiettivi espressi dalla Giunta Basile tra gli spunti del “Rilancia Messina” presentato nei giorni scorsi nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca.

Il documento nasce un po’ come una dichiarazione d’intenti, un piano per definire il futuro di Messina, aperto ai contributi degli attori sociali e imprenditoriali del territorio, dai sindacati alle associazioni datoriali. All’interno del “Rilancia Messina” si parla di Smart City, trasporti, transizione ecologica, ma anche di turismo e recupero del patrimonio storico e culturale della città dello Stretto, dal centro alla periferia. Tra progetti in corso e semplici spunti, in sostanza, l’Amministrazione chiarisce la propria visione della città.

Per quel che riguarda i villaggi di Messina, quei luoghi della periferia spesso abbandonati o comunque poco valorizzati, l’idea è quella di: «Riqualificare il patrimonio immobiliare dei borghi, che saranno rifunzionalizzati per attività di impresa giovanile legate al tema della sostenibilità ambientale fra tecnologia, tradizione e innovazione. Si punterà anche a iniziative sull’enogastronomia di eccellenza del territorio. Si coinvolgeranno le associazioni e pro loco espressioni del territorio per creare nuove opportunità economiche e sociali senza il consumo di nuovo suolo. La selezione dei siti culturali da riqualificare sarà effettuata dall’ufficio Tecnico comunale nell’ambito di una omogeneizzazione con altri interventi di restauro già in corso a valere su altri programmi di finanziamento (Patto città Metropolitana, Patto per il SUD, PNRR)».

Un punto del “Rilancia Messina” è poi dedicato nello specifico i casali dei Peloritani, ma non solo: «Conservano la storia pre-terremoto di Messina – si legge nel documento – attraverso monumenti, antichi mestieri e arte contadina, tradizioni popolari e pastorali, enologiche e gastronomiche. Grazie al tracciamento e alla georeferenziazione dei sentieri sui Peloritani e al censimento delle peculiarità dei Casali, dei Borghi e dei Quartieri, è possibile promuovere un turismo lento e diffuso che mette in risalto specifiche unicità di ogni singolo sito. L’obiettivo è quello di realizzare percorsi e soste tematiche animate dagli abitanti e dalle Associazioni che hanno sede nei villaggi, con l’obiettivo della riqualificazione degli antichi mestieri legati alla pesca e alle attività contadine».

Questi spunti rientrano negli ambiti della “Rigenerazione Urbana” e del “Turismo”. Nel corso delle prossime settimane, nuovi appuntamenti con sindacati e associazioni datoriali, e in generale con le forze produttive del territorio, dovrebbero servire a definire in maniera più concreata il programma.

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