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Aumento TARI, Musolino: «Conseguenza dell’assoluta incapacità del governo regionale»

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L’aumento della TARI non è colpa del Comune di Messina, ma del governo regionale guidato da Nello Musumeci: è questo, in poche parole, quanto sostenuto dall’assessore alle Politiche Ambientali, Dafne Musolino, che punta il dito contro il Presidente della Regione e lo accusa di non aver fatto nulla in 5 anni per realizzare nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, con la conseguenza che l’indifferenziato va mandato fuori dall’Isola.

Tema, quello della tassa sui rifiuti, che era stato oggetto di polemica da parte del sindaco di Messina, Cateno De Luca: «La nostra profezia sull’aumento dei costi del conferimento dei rifiuti in discarica si è avverata! – ha commentato il Primo Cittadino sui social. Grazie a Musumeci ed ai suoi sodali che hanno continuato a favorire con le loro omissioni il sistema di smaltimento dei privati». A dar manforte al sindaco di Messina è oggi l’assessore Dafne Musolino, che fa alcune precisazioni su quali sarebbero, dal suo punto di vista, le ragioni dell’aumento della TARI.

I costi dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati

Prima una premessa: la TARI deve coprire l’intero costo del ciclo dei rifiuti, basandosi sul principio che «chi inquina paga». La tariffa, quindi dipende, tra le altre cose, dalle spese da sostenere per lo smaltimento dei rifiuti. Su questa voce, specifica Musolino, l’Amministrazione comunale non ha autonomia. «Avevamo già preannunciato – scrive l’assessore Dafne Musolino in una nota – la scorsa primavera come l’assenza di impianti nella Sicilia orientale e nel territorio della provincia di Messina avrebbe comportato un inevitabile aumento dei costi in conseguenza della saturazione degli impianti privati esistenti e della necessità di individuare nuovi impianti al di fuori del territorio comunale».

Per far fronte a questa necessità, il Comune di Messina si avvarrà fino al 31 marzo 2022 dell’impianto di Sicula Trasporti per i rifiuti indifferenziati. Questo quanto stabilito dal Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti per diversi comuni lo scorso 13 gennaio 2022. La nuova convenzione con Sicula Trasporti, spiega Musolino, prevede una tariffa per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati che da 130,00 euro a tonnellata più IVA è passata a 240,00 euro. Tale tariffa non può essere negoziata dai Comuni.

«Queste – ha affermato l’Assessore – sono le conseguenze dell’assenza della programmazione regionale in tema di impiantistica dei rifiuti: il governo Musumeci in quasi cinque anni di amministrazione non ha realizzato nemmeno uno degli impianti per i quali disponeva delle risorse già finanziate, con la conseguenza che quelli esistenti sono giunti a saturazione, rendendo necessario il conferimento dei rifiuti fuori dalla Regione».

Perché non mandare i rifiuti a un altro impianto?

A rispondere è sempre Dafne Musolino, che specifica come non esistano altri impianti presso i quali conferire i rifiuti indifferenziati «perché il trasporto dei rifiuti fuori dalla regione è possibile solo a condizione che gli stessi vengano avviati a recupero, ciò significa che prima di uscire dalla regione i rifiuti andrebbero sottoposti ad un previo trattamento al fine di perdere la natura di rifiuto indifferenziato per assumere la natura di rifiuto speciale. E indovinate un po’? L’unico impianto dove i rifiuti indifferenziati potrebbero essere conferiti per essere trattati prima di essere trasportati al di fuori della regione, è sempre quello di Sicula trasporti».

«Se poi vogliamo raccontarla tutta – prosegue –, aggiungiamo che non appena i rifiuti entrano in impianto, la titolarità degli stessi si trasferisce in capo al gestore dell’impianto, con conseguente impossibilità per il Comune di stabilire una destinazione per il recupero dei rifiuti in autonomia».

Che fare, allora? «Raggiungere il 65% di raccolta differenziata

La soluzione? Per l’assessore Dafne Musolino, occorre accelerare per raggiungere il 65% di raccolta differenziata in modo da ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati e «neutralizzare quanto più possibile l’inerzia dell’amministrazione regionale e della totale assenza di programmazione in tema di impianti».

«Anche su un altro aspetto avevamo ragione – aggiunge infine l’esponente della Giunta De Luca. Musumeci aveva anticipato e promesso che la Regione avrebbe sostenuto l’extra costo ricorrendo ai fondi POC. Al di là delle promesse e delle dichiarazioni programmatiche, non abbiamo ricevuto nulla, fatta salva la precisazione che si tratterebbe di un contributo “a rendicontazione” cioè il Comune dovrebbe prima pagare e poi otterrebbe un contributo sulla maggiore spesa sostenuta per lo smaltimento dell’indifferenziato, senza tenere conto che una simile modalità di sostegno economico oltre a rilevarsi tardiva, impantanerebbe le amministrazioni comunali in attività di rendicontazione che si tradurrebbero, come tutte le altre volte in cui si è fatto ricorso a simili strumenti, in un sostegno solo verbale che non influirebbe comunque sulla spesa che i Comuni, nell’immediato, sono in ogni caso chiamati a sostenere».

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  1. incredibile è sempre colpa di qualche altro……….

  2. Per quelli che paghiamo i costi sono già elevati e si parla ancora di aumenti in una città sporca sempre più sporca. Non diamo colpa solo ai cittadini indisciplinati

  3. Con quello che già paghiamo, e considerando il livello dei servizi offerti, qualsiasi aumento, anche minimo, sarebbe una vera indecenza. È colpa della Regione? E il Comune? Cosa ha fatto il Comune a tutela dei suoi già tartassati cittadini?

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