Messina in serie: da Pace a Salice, passando per Torre Faro. Cronache dalla VI Circoscrizione – VIDEO

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Ultimo appuntamento con “Messina in serie”, il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze e delle necessità delle circoscrizioni della città dello Stretto in vista delle elezioni amministrative ormai alle porte. Questa settimana ci siamo messi di nuovo al volante e abbiamo percorso tutto il VI quartiere. Siamo partiti da Pace, costeggiando la riviera Nord e siamo arrivati fin su a Salice, passando per Ganzirri e Torre Faro, tra laghi, mari e monti. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Messina è una città lunga e complicata, piena di scenari differenti e contraddizioni. Niente lo riassume meglio della VI Circoscrizione, che alle ville di Torre Faro, al caos delle prime giornate estive di giugno, accosta le case abbandonate dei villaggi collinari, oggi pronti alla secessione. Ma andiamo con ordine, perché il viaggio è stato lungo, e di cose da raccontare ne abbiamo tante. Ve le mostriamo in video, incorniciate in qualche fotografia, dalle voci di chi il territorio lo vive, lo abita, lo cura tutti i giorni.

Ganzirri, Torre Faro, Salice: cronache dalla VI Circoscrizione

 

A guidarci in questo viaggio sono stati Giovanni Ficarra, campione di canottaggio e tesserato ASD Canottieri Peloro, che allena grandi e piccini nel lago di Ganzirri e ottiene grandi risultati nonostante le condizioni precarie; e Paolo Alibrandi, segretario della Pro Loco Capo Peloro, che da anni si batte insieme ai suoi “colleghi” per il rilancio economico e culturale della sua Torre Faro.

Mentre aspettiamo Giovanni in riva al lago di Ganzirri, incrociamo una signora con un caschetto biondo che cerca l’ombra e guarda verso l’acqua. Aspetta la nipote, che si allena, ma non si sa quando rientra, e ci racconta che la ragazza sta seguendo le orme dei genitori. Anche loro hanno fatto canottaggio, amano lo sport e quel lago che ci fa tanto dannare. Ci dice che la città è troppo poco curata e che spera che qualcosa cambi, soprattutto per “loro”, quei ragazzi che hanno il futuro negli occhi e che si spera abbiano la possibilità di restare.

Poi il microfono passa a Giovanni Ficarra che, appena rientrato in canoa, ci racconta con orgoglio dei successi della Canottieri Peloro e ci dice, con amarezza, che il Lago è sempre più sporco, che loro fanno il possibile – e lo abbiamo visto più volte –, ma serve che intervengano le istituzioni. Ci spiega che gli serve uno scivolo per disabili, perché lo sport è inclusione e deve essere accessibile a tutti; ci ricorda che l’attività sportiva serve ai più giovani per evitare che prendano brutte strade e che gli insegna l’amore per il territorio, soprattutto quando si tratta di uno sport che al territorio è così legato.

Al Lago di Ganzirri servono interventi di pulizia che siano risolutivi e una cura costante. L’acqua è piena di alghe e rifiuti e, proprio accanto alla passerella a cui attraccano le canoe, c’è un grande cespuglio pieno di topi. Passerella che sono, ha precisato, non è quella regolamentare, gliene servirebbe una galleggiante, adeguata al Lago. L’hanno chiesta ma non è stato fatto niente. Di promesse, ci dice Giovanni, in questi 7 anni – da quando vive a Messina – ne ha sentite tante, ha visto politici e candidati, ma la situazione non è mai cambiata. Loro continuano ad allenarsi, portano a casa medaglie e ottimi risultati, danno a grandi e piccini («abbiamo allievi che hanno iniziato a 70 anni, non si è mai troppo vecchi») la possibilità di imparare e fare sport all’aria aperta, a contatto con la natura, nella loro terra. Ma viste le condizioni in cui si trovano, stupisce poco che guardino a un futuro altrove.

Ci spostiamo poi più a Nord, verso Torre Faro, dove la gente è a mare, il Pilone si staglia verso il cielo e le macerie dell’ex Sea Flight ci ricordano anni passati buttati giù con un colpo di ruspa. E ci fa chiedere che succederà, perché il timore è che non succeda proprio niente. In questa seconda tappa a farci da guida è Paolo Alibrandi, segretario della Pro Loco Capo Peloro. Col mare sullo sfondo e la sirena del lanternino sorridente a farci compagnia, ascoltiamo le sue impressioni.

Cosa serve a Torre Faro? Serve riscoprire un senso di comunità, ci dice, basterebbe poco. I borghi marinari di Torre Faro e Ganzirri, lo dice la parola stessa, vivono del mare; ed è da lì che si dovrebbe partire. Ma il rilancio vero deve coinvolgere le persone, perché – sottolinea – lo sviluppo parte dalle persone, dalle loro attività, dalle loro passioni e competenze. La maggior parte degli abitanti di Capo Peloro fa mestieri legati al mare, anche se molte professionalità si stanno perdendo.

Mentre da Palazzo Zanca si emette l’ordinanza per l’isola pedonale, chiediamo a Paolo cosa pensa della mobilità di Torre Faro. Serve una mobilità dolce, ci risponde, più bici e meno auto per rendere il borgo più vivibile, anche più turistico. Cos’è mancato di più in questi anni? Un consiglio di Circoscrizione presente, ci dice Paolo, attivo sul territorio, attento ai bisogni dei residenti. «Se l’istituzione fosse più vicina ai cittadini, una Pro Loco neanche avrebbe ragione di esistere». Ma per fortuna esiste, perché di attività sul territorio ne fa tante.

Ma lasciamo il mare blu di giugno alle nostre spalle, ci rimettiamo in macchina e proviamo a raggiungere i territori più lontani della VI Circoscrizione, passiamo da Mortelle, guardando vecchi edifici abbandonati, poi Casa Bianca, San Saba, e saliamo da Marmora per raggiungere Salice. Entriamo nel territorio del vecchio quartiere Mari e Monti, quello che da Messina se ne vuole andare. Nel villaggio di Salice la nostra guida è un gatto rosso, una signora si affaccia al balcone e ci dice che voterà “sì” al Referendum di Montemare, perché glielo ha detto suo marito; un signore in piazza ci dice che la secessione potrebbe essere l’unica speranza per il futuro dei giovani del posto.

Alla questione abbiamo dedicato due pezzi a parte – che trovate qui e qui –, perché è complessa e va approfondita. Noi di giovani, nella nostra breve permanenza lì ne abbiamo visti pochi. Abbiamo visto la scritta dell’ufficio delle poste rotta, come a San Filippo Superiore, una bellissima fontana di cui non sapevamo nulla, la scuola elementare e materna “G. Cena” con un Pinocchio a grandezza naturale a farle la guardia, delle tegole dipinte, un murale dedicato alle api. Dall’alto la vista sulle colline, torniamo indietro e ritroviamo il mare ad aspettarci.

Errata corrige: Paolo Alibrandi è segretario della Pro Loco Capo Peloro, non presidente, come si legge nel sottopancia.

Foto dalla VI Circoscrizione

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Servizio di Alessandra Mammoliti, Gabriella Fiorentino e Gianluca Lo Nostro

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