Miccichè Presidente dell’ARS. Nel PD franchi tiratori, il partito si spacca

miccichè - elezioni regionaliGianfranco Miccichè è il nuovo presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, eletto giorno 16 dicembre con 35 voti dalla maggioranza del Parlamento e 4 provenienti da Pd e Sicilia Futura.

L’elezione di Miccichè è avvenuta al terzo tentativo, nelle prime due votazioni non era riuscito a raggiungere il numero necessario di voti.

Il risultato elettorale ha scatenato chiare polemiche dividendo, come sempre, i più fiduciosi (o ingenui, dipende dai punti di vista) che non si sarebbero mai aspettati dei franchi tiratori nel PD, e chi, invece, non aveva dubbi che la votazione avrebbe preso questa piega.

«Quante prove servono ancora agli italiani con i paraocchi? – scrive Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle (M5S) – Quante? Cosa deve succedere per smettere di votarli una volta per tutte? Miccichè, no dico, Miccichè è stato eletto Presidente dell’Ars, grazie al voto di 4 deputati del Pd. Sono la stessa cosa lo capite o no? Il Movimento si merita un’occasione. Ci infangheranno questi “inciucisti” professionisti. La verità è una sola: Pd e Fi, cioè il Partito Unico, se la stanno facendo sotto.

Gianfranco Miccichè, neo-eletto presidente dell’ARS, ha dichiarato: «Con il ministro dello Sport, Luca Lotti, non c’è stato alcun accordo sulla eventualità di far confluire i voti dei deputati del Pd sulla sua candidatura alla presidenza del Parlamento siciliano. Il ministro Lotti mi ha telefonato dopo la mia elezione per augurarmi buon lavoro».

Nel PD è scattata la caccia ai franchi tiratori, due probabilmente giunti dalle fila di Sicilia Futura e almeno due del Partito Democratico. Tutti si sono preoccupati di smentire quanto accaduto e allontanare l’ipotesi di tradimento, ma tutto questo non fa altro che sottolineare la profonda divisione interna che sta vivendo il Partito.

Nel frattempo il Governatore Siciliano, Nello Musumeci, ha organizzato un congresso del suo partito, Diventerà Bellissima, per portarlo e farlo arrivare ancora più forte alle prossime politiche 2018: «Questo è un momento importante – ha detto Musumeci – si ricompone una comunità umana e politica che nella geografia appartiene alla cultura del centro destra ma anche a quel centro sinistra che si è sentito tradito e vilipeso. Ci sono tante persone che provengono da una stessa storia, ma anche persone che provengono dalla sinistra che non andavano a votare da anni e alle quali abbiamo presentato un programma che è sembrato credibile e concreto. Questo congresso serve a riorganizzare il nostro movimento che da struttura orizzontale si trasforma in struttura verticale radicata nel territorio. Eleggeremo il coordinatore regionale e l’assemblea che nei prossimi giorni esprimerà la direzione regionale, mentre nelle prossime settimane vedremo di essere presenti nel territorio con i coordinatori provinciali».

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