Ville, mercati ed ex Gil: De Luca mette sotto accusa i custodi di Messina

Basta con i «custodi del nulla». Sono queste le parole con cui, più volte, il sindaco Cateno De Luca ha etichettato i custodi dei luoghi oggetto degli ultimi blitz tra villette e mercati rionali di Messina, che preannunciano una strategia ben precisa: una riduzione dei costi che passerà anche attraverso la riduzione del numero del personale rientrante in questa categoria.

Partendo con l’ex Gil, continuando con il Mercato Vascone e il Sant’Orsola, e poi ancora con villa Sabin e villa Quasimodo, il sindaco di Messina, a seguito dei blitz delle ultime settimane ha detto più volte di voler tagliare i costi riducendo il numero dei custodi addetti alle strutture visitate.

Perché? Sia nel caso di villa Quasimodo che in quello di villa Sabin e dei due mercati messinesi la ragione esplicitata – seppur brevemente – da Cateno De Luca, è una ragione di tipo economico. In sostanza, come si evince dalle parole del Sindaco, occorre ridurre i costi, soprattutto nei casi in cui poi a una determinata spesa non sembrano corrispondere dei servizi adeguati.

Esemplare il caso del custode dell’ex Gil: stando a quanto riportato dal sindaco De Luca sulla propria pagina Facebook, l’uomo è stato beccato mentre guardava la televisione sul posto di lavoro. Immediata la richiesta di licenziamento cui è seguita la reazione dell’impiegato – che, salito sul tetto dell’ex Gil, ha minacciato di buttarsi giù – e il successivo confronto faccia a faccia con il Primo Cittadino che ha mantenuto ferma la propria posizione.

Stamattina, infine, a seguito di sopralluoghi e blitz, il sindaco di Messina è tornato a puntare il dito contro i custodi delle aree ispezionate: a villa Sabin, appena ripulita, De Luca ha intenzione di tenere solo 2 dei 4 custodi finora in servizio, mentre per il Mercato Vascone (e presumibilmente anche per il Sant’Orsola) intende puntare sull’autogestione e, per usare le sue parole, risparmiare i soldi spesi per i «custodi del nulla».

Ultimo tassello di questo puzzle, a oggi, è villa Quasimodo. Stamattina il sindaco si è recato sul posto e, nel fare un resoconto della situazione di degrado trovata all’interno dello spiazzo, ha sottolineato come si starebbe «pagando la custodia del nulla».

Insomma, i custodi che fino a oggi si sono occupati di queste strutture pubbliche appaiono sotto accusa. Se per alcuni si è parlato direttamente di licenziamento, per altri i termini sono stati più vaghi. Fatto sta, in ogni caso, che la situazione di questa categoria di dipendenti appare, a oggi, in bilico. Non resta che vedere come si muoverà il sindaco De Luca nei prossimi giorni.

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1 Commento

  • messinese stanco ha detto:

    I “custodi del nulla” c’erano anche all’ATM. Il risultato? Nonostante siano rientrati in servizio, ieri me la son dovuta fare a piedi fino alla stazione sotto il sole cocente per mancanza di tram e autobus. Non è che oltre a punire i fannulloni della PA dovremmo forse rivedere le assurdità di questa amministrazione spocchiosa e arrogante? O forse vogliamo scatenare una guerra tra poveri? Il sindaco si prenda le sue responsabilità. Sennò si dimetta

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