Nomine “inconferibili” da parte di De Luca? Botta e risposta tra Musolino e Timbro

Pubblicato il alle

7' min di lettura

L’assessore Dafne Musolino risponde alle dichiarazioni della parlamentare messinese, Maria Flavia Timbro, circa la presunta inconferibilità di alcune nomine effettuate dal sindaco di Messina, Cateno De Luca. «Respingiamo integralmente – afferma Musolino – le accuse false e le insinuazioni tendenziose formulate dall’Onorevole».

Nella giornata di ieri, giovedì 19 agosto, l’Onorevole Timbro ha riportato sotto i riflettori una questione già sollevata dal suo collega di partito, Domenico Siracusano. Secondo il segretario provinciale di Articolo Uno, alcune delle nomine fatte dal Primo Cittadino sarebbero inconferibili ai sensi dell’articolo 7 del D.Lgs. 39/2013. Tra queste, diceva Siracusano, quella di Giuseppe Campagna a presidente di ATM, quella dell’assessore Dafne Musolino a Presidente della SRR Messina Area Metropolitana, quella dell’ex presidente di AMAM, Salvo Puccio, a dirigente esterno a tempo determinato della Città Metropolitana di Messina (qui i dettagli e le motivazioni di Siracusano). La deputata Maria Flavia Timbro ha poi dichiarato di aver predisposto, sul tema, «un’interrogazione parlamentare a risposta scritta che sottoporrò al ministro competente».

A replicare è l’assessore Dafne Musolino: «Respingiamo integralmente le accuse false e le insinuazioni tendenziose formulate dall’on.le Timbro, alla quale invece consigliamo di approfondire meglio i temi che intende trattare, a cominciare dalla individuazione degli organi competenti ai quali presentare le annunciate ‘interrogazioni’. Difatti, rammentiamo all’on.le Timbro che gli organi preposti alla valutazione della eventuale violazione delle norme su incompatibilità ed inconferibilità (D. lgs. 39/2013) sono l’ANAC, l’Autorità Giudiziaria Amministrativa e in ultimo la Corte dei Conti nell’ordine in cui li abbiamo elencati».

«In primis – prosegue –, quindi, consigliamo all’on.le Timbro, ove veramente la stessa fosse convinta delle sue insinuazioni e delle sue false accuse, di fare ricorso agli strumenti che la Legge già le mette a disposizione e non in quanto parlamentare, ma in quanto cittadino dello Stato italiano, come del resto dovrebbe ricordarle la stessa denominazione del suo partito (art. 1 della Costituzione, giusto?). Venendo alla questione di merito, che l’on.le Timbro vorrebbe portare all’attenzione del Ministro, respingiamo il carattere insinuante e dileggiante delle sue accuse, dalle quali traspare chiaramente una disperata volontà offensiva. Affermare, infatti, che le persone che sono state nominate dal Sindaco De Luca per ricoprire il ruolo di Presidente e componenti i Cda delle società partecipate, del Direttore generale, di esperto della Città Metropolitana e, da ultimo, anche di Presidente del Cda della SRR (Società di regolamentazione della gestione rifiuti)  siano “dipendenti” del Sindaco costituisce accusa grave in quanto totalmente falsa».

Musolino: «L’on.le Timbro ha ricevuto tre incarichi professionali dalla Messina Servizi Bene Comune Spa»

«L’on.le Timbro – ricorda l’assessore Musolino – ha ricevuto ed accettato ben tre incarichi professionali dalla Messina Servizi Bene Comune Spa per rappresentare e difendere le ragioni della società partecipata in altrettanti giudizi, di cui uno definito e per il quale ha ricevuto pure il compenso previsto, e gli altri due ancora in corso. Se dovessimo seguire il ragionamento dell’on.le Timbro, infatti, dovremmo concludere che anche lei sia “dipendente”di De Luca, che faccia parte in qualche modo della sua “macchina meravigliosa”».

«A scanso di equivoci – aggiunge – , chiariamo subito che la MessinaServizi ha conferito gli incarichi legali in conformità al principio di rotazione, seguendo l’elenco degli avvocati che hanno fatto richiesta di essere inseriti nell’elenco degli avvocati fiduciari della società».

I «risultati ottenuti, innegabilmente sotto gli occhi di tutti» dalle partecipate

L’assessore Musolino, sposta quindi l’attenzione sul lavoro svolto dalle persone citate dai due esponenti di Articolo Uno: «L’Amministrazione De Luca ha innovato e reso efficienti tutti quei servizi essenziali che prima venivano gestiti da società decotte (ATM, MessinAmbiente) o affidati a cooperative (come i servizi sociali) che operavano in un regime di proroga perenne e perpetuavano un eterno precariato, stabilizzando anche i dipendenti che attraverso cooperative erano stati fatti transitare nelle società municipalizzate (AMAM). I risultati ottenuti, e che sono innegabilmente sotto gli occhi di tutti, sono stati raggiunti attraverso l’opera dei rispettivi amministratori (presidenti e componenti del CdA) che in poco più di tre anni hanno saputo valorizzare le risorse ricevute e migliorare i servizi elevandoli ad un livello che era inimmaginabile fino a qualche anno fa».

Lo stesso dicasi, aggiunge, per quel che riguarda il lavoro svolto dal vicesindaco Carlotta Previti come esperto «per il monitoraggio delle oo.pp. oggetto di finanziamento e realizzazione di apposita banca dati” della Città Metropolitana di Messina.

Musolino: «Mi residua lo sgradevole dubbio che l’insinuazione nei miei confronti sia frutto di un antico malumore»

Infine, l’assessore Dafne Musolino respinge l’accusa rivolta verso di lei e il suo incarico come presidente della SRR Messina Area Metropolitana: «Ribadisco che non esiste alcun vincolo o legame di dipendenza tra me ed il Sindaco (e tanto meno con la Fenapi) al quale rispondo direttamente per il mio operato e per i risultati che sono stata in grado di raggiungere in questi tre anni di amministrazione, non mi resta che chiedere all’on.le Timbro di chiarirmi un dubbio, che purtroppo si sta facendo strada nella mia testa da quando ho letto le sue accuse».

«Difatti – evidenzia –, considerato che la disposizione normativa è chiara e che le nomine delle altre SRR confermano pienamente la legittimità dell’operato del Sindaco De Luca, considerato inoltre che stimo l’on.le Timbro come valente professionista del diritto, che opera da numerosi anni e che gode di tanta considerazione da essere stata eletta nel Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, al quale io stessa appartengo, mi residua lo sgradevole dubbio che l’insinuazione formulata dall’On.le Timbro sulla mia nomina, che costituirebbe la contropartita di  una mia pretesa e falsa “dipendenza” dal Sindaco, sia il frutto di un antico malumore che possa essere derivato all’Onorevole dal fatto che nel mio ruolo di Assessore alle Attività Produttive ed alla Polizia Municipale, in accordo con il Sindaco, mi sono intestata una vera e propria campagna di controlli nelle attività dell’intrattenimento notturno, che erano state lasciate all’anarchia totale».

«Come ricorderanno in tanti – aggiunge Musolino –, nell’ambito di questa attività di controllo, gli accertamenti compiuti dalla Polizia Municipale di Messina si sono rivelati determinanti per il provvedimento di sospensione adottato dal Questore di Messina, in prima battuta, e di sequestro giudiziario adottato dalla Magistratura poi, nei confronti del locale “L’Officina” di cui il fratello dell’on.le Timbro era socio. Mi auguro di sbagliarmi chiaramente, e che l’animosità dell’on.le Timbro nei miei confronti non sia dettata da questioni personali, che comunque sono sempre riferibili alla legittima attività che ho svolto nel mio ruolo di Assessore».

(663)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.