Foto urna elezioni regionali Sicilia

Elezioni regionali Sicilia 2022: data incerta, Musumeci verso le dimissioni?

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Quando saranno le elezioni regionali? È la domanda ricorrente nella mente degli elettori che non conoscono ancora la data delle elezioni regionali 2022 in Sicilia. E infatti a oggi, venerdì 22 luglio, non esiste un giorno elettorale prefissato. Dalla politica è sempre arrivata la stessa risposta: si voterà a novembre. Ma adesso che il parlamento è stato sciolto e il presidente della Repubblica ha indetto le elezioni politiche per domenica 25 settembre, anche questa sicurezza potrebbe svanire.

Secondo l’ANSA, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al centro di una durissima battaglia per la candidatura del centrodestra, starebbe pensando di dimettersi per accorpare il voto delle politiche con quello delle regionali. «Si sta ragionando» avrebbero rivelato fonti di Palazzo d’Orléans, ma niente è stato deciso, nonostante il tempo per agire sia poco. Un’eventuale contemporaneità tra elezioni politiche ed elezioni regionali potrebbe inoltre avere come risultato quello di un’affluenza più alta.

In Sicilia, in assenza di dimissioni, si può votare nelle quattro domeniche antecedenti al giorno delle ultime elezioni regionali (nel 2017 furono il 5 novembre) oppure nelle due successive. Le probabili date nel 2022 sarebbero dunque queste: 9 ottobre, 15 ottobre, 23 ottobre, 30 ottobre, 6 e 13 novembre.

Elezioni regionali Sicilia 2022, i dubbi dei partiti sulle candidature

La situazione politica sull’Isola è altrettanto incerta. Le uniche candidature su cui non esistono più dubbi di ogni sorta sono quella dell’indipendentista Eliana Esposito (Siciliani Liberi) e quella dell’ex sindaco di Messina, Cateno De Luca, attualmente impegnato nel suo “cammino” da Fiumedinisi a Palermo. De Luca ha già presentato le liste a sostegno della sua candidatura ed è in campagna elettorale da più tempo di chiunque altro, avendo lasciato la carica di primo cittadino a febbraio con questo scopo.

Nel centrosinistra, o “campo progressista” com’è stato battezzato dai partiti che ne fanno parte, tutto sembrava andare secondo programma fino allo scoppio della crisi di governo. I rapporti tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle a livello nazionale si sono congelati dopo la caduta di Draghi, un’occasione ghiotta per i centristi che hanno già chiesto al Pd di annullare le primarie comuni che si testano tenendo oggi, sabato 23 luglio, e vedranno sfidarsi la grillina Barbara Floridia, la dem Caterina Chinnici e Claudio Fava.

Infine, il centrodestra. Non è chiaro se il Presidente uscente si ricandiderà. La coalizione sembrerebbe determinata a restare compatta, ma l’unica incognita sarebbe proprio il nome del candidato. Musumeci aveva detto di voler «togliere il disturbo», eppure adesso la sua ricandidatura e ipotetica rielezione potrebbe essere assecondata da una congiuntura nazionale favorevole alla sua area politica.

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