Cambio di Passo. Il giorno del giudizio è arrivato: domani Messina potrebbe svegliarsi così

Maggioranza o dimissioni? Tra poche ore il Cambio di Passo approderà in Consiglio Comunale e dal voto dei 32 consiglieri dipenderanno le sorti di Cateno De Luca, ma soprattutto della città di Messina. Le opzioni sono due: o la delibera verrà approvata, oppure si andrà ad elezioni.

Non bastano più, però, i 17 voti richiesti nelle scorse settimane dal primo cittadino. Ieri, infatti, Cateno De Luca ha cambiato idea e dettato nuove condizioni: «A me e, soprattutto, alla città non servono i 17 voti favorevoli, raffazzonati sull’altare del tirare a campare». Così ha scritto il Sindaco nel suo appello rivolto al Consiglio Comunale.

La domanda quindi è una sola: cosa succederà oggi in Consiglio Comunale? Gli scenari sono due: il Consiglio vota sì, con ampia maggioranza; il Consiglio vota no e scattano le dimissioni di Cateno De Luca.

(Se) il Consiglio Comunale approva il Cambio di Passo

consiglio comunaleLa delibera del Cambio di Passo presentata da Cateno De Luca approda alle 15.00 (più o meno) in Consiglio Comunale e, sicuramente, non mancheranno momenti di tensione. Da quando il Sindaco, infatti, ha messo sul tavolo le 100 delibere da votare nel 2020 nei gruppi consiliari non sono mancate scintille e colpi di scena, tra mini-scissioni e recriminazioni. A subire il colpo più duro sembrano essere stati i pentastellati. Su sette consiglieri del gruppo solo quattro, infatti, sembrano intenzionati a bocciare la delibera del primo cittadino. Serena Giannetto ha rotto apertamente con la linea del partito, mentre Giuseppe Schepis e Francesco Cipolla non si sono ancora espressi.

Acque agitate anche tra le file del centrodestra, dove i consiglieri sembrano essersi divisi tra “deluchiani” e “genovesiani”. Diversi i fuoriusciti, a partire da Nicoletta D’Angelo, passata ufficialmente da Ora Messina al gruppo misto, per proseguire con chi pur essendo rimasto nei gruppi legati all’Onorevole, ha iniziato a votare distaccandosi dalla linea di partito.

Più incerta la situazione del centrosinistra dove tra Libera Me e il PD non sembra esserci ancora un accordo. Le uniche certezze arrivano da Pietro Navarra: «Per quanto riguarda le delibere di carattere programmatico, non avendo condiviso con l’Amministrazione alcun progetto di rilancio della Città, non si ritiene di dovere sostenere il crono-programma proposto dall’Amministrazione le cui iniziative saranno considerate di volta in volta e valutate nell’esclusivo interesse dei cittadini messinesi».

Nonostante i molti punti oscuri, se oggi il Consiglio Comunale dovesse votare sì al Cambio di Passo, come si sveglierà domani Messina? Esattamente come un anno fa, quando il Salva Messina divideva i consiglieri e teneva la città col fiato sospeso, per poi concludere il tutto con un sostanziale “Abbiamo scherzato”. Sebbene inizialmente la delibera sembrasse destinata a non passare il vaglio dell’Aula, alla fine la delibera è passata all’unanimità. Unanimità che però non è bastata a mantenere la pace tra Cateno De Luca e il Consiglio Comunale. Considerando, inoltre, che il Sindaco stesso ha predisposto il Cambio di Passo per durare un anno, è plausibile che a gennaio 2021 Messina si ritroverà sempre nella stessa situazione.

(Se) il Consiglio Comunale boccia il Cambio di Passo

Tenendo in considerazione le (ancora incerte) posizioni dei diversi consiglieri, se non si dovesse raggiungere l’ampia maggioranza richiesta dal Sindaco, Messina potrebbe dover fare i conti con le dimissioni di Cateno De Luca (stavolta sul serio). E considerando che il primo cittadino continua ad alzare la posta, è probabile che il suo obiettivo sia proprio questo. Far ripiombare la città dello Stretto in una nuova (ed estenuante) campagna elettorale. Tanto, come affermato dallo stesso De Luca, il materiale è già pronto: «Di seguito alcuni magici momenti scolpiti in in delle foto che useremo per la prossima campagna elettorale».

Quando si dovrebbe votare? In teoria a maggio, prima data utile per tornare alle urne. Cateno De Luca, come affermato più e più volte, si ricandiderà con l’obiettivo di avere un proprio consiglio comunale e non fare più il “cavaliere errante”. Definizione che si è dato lui stesso sin da inizio mandato, nonostante spesso le votazioni in Aula abbiano dimostrato il contrario.

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