Bilancio Consuntivo 2014. LabDem e Reset: “La storia si ripete”

comuneLunedì è stato approvato il bilancio consuntivo 2014, oggi i commenti di LabDem e Reset.

“Ci dispiace che le critiche – dichiara LabDem – prima dell’approvazione in Giunta del Conto Consuntivo 2014,  tese a evitare spiacevoli future sorprese, siano state  ignorate”.

“Non si comprende, infatti – sottolinea −, perché invece di evidenziare un avanzo a sette zeri non si sia iniziato già l’anno scorso a utilizzare tale disponibilità per riconoscere almeno una parte dei debiti fuori bilancio censiti, come peraltro richiesto dalla Corte dei Conti in ottemperanza all’articolo 193 del testo Unico Enti Locali”.

“E ancora – prosegue LabDem −, perché non si sia provveduto a sanare le posizioni delle società partecipate, continuando a predisporre i Conti Consuntivi del Comune di Messina senza rispettare le richieste della magistratura contabile. Prima tra le altre, quella di chiudere i bilanci delle partecipate e di inserire le risultanze nel Consuntivo di Palazzo Zanca. Non si capisce se i tagli effettuati alle passività pregresse, che risultano maggiori rispetto alla mole dei crediti eliminati dal Bilancio, siano stati effettuati con la certezza e la prudenza necessaria, visto che la Corte dei Conti ha evidenziato discrasie e disallineamenti contabili in proposito. Tutte questioni ancora da verificare”.

“Il vicesindaco Guido Signorino dichiara che si è ridotto l’utilizzo dell’anticipazione di cassa – continua −, ma noi non comprendiamo cosa si voglia affermare quando comunque continua a essere elevato il livello delle anticipazioni di cassa utilizzate, pur a fronte di una presunto cospicuo avanzo. Avanzo le cui caratteristiche, per definirlo tale, dovrebbero coniugarsi con certezza e liquidità. Inoltre, i saldi di tali anticipazioni sono influenzati dal periodo considerato, dalle variabili di gestione come il sostanziale ritardo nei  pagamenti generalmente concentrato sul finire dell’anno e i flussi temporali delle entrate ottenute a vario titolo”.

“Però sui costi del servizio bancario incidono non solo i saldi – afferma LabDem −, ma anche il livello generale delle condizioni praticate, che fortunatamente in questi ultimi anni è o dovrebbe essere al minimo storico. Per quanto concerne poi la presunta rapidità dei pagamenti, ci sia permesso di esprimere qualche facilmente documentabile dubbio. Non si capisce, per esempio, perché le cooperative sociali e vari altri creditori frequentemente invadano i corridoi di Palazzo Zanca per i ritardi nei pagamenti, anche di diversi mesi”.

“In ogni caso – spiega −, attendiamo i documenti contabili per verificarne pienamente tutti gli aspetti e per confrontare analiticamente il conto residui del 2014 con quello del 2013. A noi di LabDem e ad altri amici vicini alle posizioni politiche del Pd, tutto ciò sembra uno sforzarsi per sostenere la decisione di coprire i buchi neri del passato e per non affrontare le emergenze strutturali della città, che dovrebbero invece vedere seduti allo stesso tavolo Comune, Regione, ministeri del Lavoro e delle Finanze e i sindacati per trovare una soluzione vera ai problemi che ci affliggono e che sono tutt’altro che superati”.

“Ci si scusi per la mancanza di fiducia – conclude LabDem −, ma le dichiarazioni del vicesindaco Signorino sugli avanzi sembrano simili a quelle relative al Consuntivo 2013, che poi fu rivisto al ribasso e che comunque fu oggetto della pesante stroncatura della Corte dei Conti. In ogni caso, stante la non elevatissima attendibilità dei documenti contabili del Comune, il ricorso ai servizi ispettivi del ministero dell’Economia chiesto anche da altri oltre che da noi di LabDem, appare quanto mai opportuno. Intanto, continua la telenovela”.

Anche Alessandro Tinaglia, rappresentante di Reset, commenta la notizia dell’approvazione del bilancio consuntivo 2014 e dichiara: “A distanza di un anno ci risiamo ed ecco un nuovo “tesoretto””.

“Esattamente come lo scorso anno – spiega Tinaglia -, nonostante le solite promesse ”da marinaio” del Sindaco, con 60 giorni di ritardo la Giunta approva finalmente il bilancio consuntivo 2014. Oggi come allora “compare”, secondo copione, un avanzo di gestione che dai 6,5 milioni del consuntivo 2013 passa a 9,9 milioni di euro di oggi”.

“Lo scorso anno, però – sottolinea – i 6,5 milioni di avanzo si trasformarono, per palese incompetenza, in una perdita di 2,5 milioni senza che questo comportasse alcuna conseguenza politica per l’Assessore al Bilancio che, invece di prendere atto della bocciatura, ha continuato a produrre documenti contabili che la Corte dei Conti, e non certamente noi, ha reputato assolutamente inadeguati. A quanto pare, però, la Giunta non ha fatto tesoro di quanto accaduto e, oggi come ieri, siamo costretti ad ascoltare toni troinfalistici che, ancora una volta, non possono non lasciare sgomenti e perplessi tutti i Messinesi”.

“Speravamo che l’iniziativa #messinasiracconta avesse aperto in qualche modo gli occhi all’Amministrazione Accorinti – prosegue Tinaglia di Reset -. Credevamo che la realtà di una Città allo sbando, riferita dal basso dai Cittadini, potesse riportare con i piedi per terra chi governa riuscendo a fargli comprendere la necessità di un “bagno di umiltà”.

“Sono decine le volte nelle quali i “professori” hanno clamorosamente steccato ma questo – evidenzia -, a quanto sembra, non lo ricordano o peggio non lo comprendono. Non possiamo, quindi, che condividere la nota e le perplessità del ”LabDem” e, pur restando anche noi in attesa di leggere le carte, siamo certi che stavolta, qualora si ripetesse la stessa imbarazzante situazione dello scorso anno, l’Assessore Signorino ne trarrà stavolta le dovute conseguenze”.

“Vorremo nel frattempo consegnare due riflessioni molto concrete alla Città ed a chi la Amministra – continua -: oltre agli enesistenti servizi essenziali vogliamo ricordare che chi governa una Città deve occuparsi di creare le condizioni per la crescita e lo sviluppo economico, sociale e culturale di quel territorio e che occuparsi esclusivamente, tra l’altro con risultati disastrosi, solo della macchina comunale e’ semplicemente folle ed inaccetabile. Che la Città ed i cittadini di Messina coincidano con qualche migliaia di dipendenti, diretti ed indiretti, collegati a Palazzo Zanca ed alle sue Partecipate e’ quindi un grande equivoco che va assolutamente chiarito a chi governa la Città. Messina ha bisogno di un Modello di Sviluppo e vedere gridare al miracolo Sindaco e Giunta per gli ipotetici 9,9 milioni di avanzo di gestione ci pare semplicemente offensivo. Tale somma infatti, oltre a rappresentare solo poco piu’ del 2 % degli oltre 420 milioni di euro di bilancio comunale, e’ un’inezia rispetto alle esigenze reali delle famiglie e delle imprese Messinesi”.

“La questione del Consuntivo 2014, la bocciatura della discarica di Pace e le celebrazioni del “biennio del nulla” – conclude Alessandro Tinaglia (Reset) -, solo per citare le ultime in ordine cronologico, danno la misura del totale fallimento dell’esperienza Accorinti. Continuare dunque con uscite demagogiche non può che allontanare la Città dalla ripresa ed avvicinarla sempre più verso il baratro di una crisi che sembra, ogni giorno di più, inarrestabile. Che sia chiaro che la responsabiltà e’ sia di quelli di prima che di quelli di ora, che i Messinesi lo rammentino”.

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