Precari regionali: rischiano il taglio di 250 euro al mese sugli stipendi

precari stancaSe il Governo nazionale non favorisce, di certo quello regionale non aiuta a porre rimedio alla condizione disperata dei precari degli Enti pubblici siciliani. La stabilizzazione, al momento, appare come un miraggio, e si accumulano, inoltre, i mesi di attesa degli stipendi arretrati a causa dei ritardi nell’approvazione della finanziaria bis della Regione.

I precariSi ritrovano così, da un lato, a fare i conti con il decreto Renzi che prevede l’aggiunta di 80 euro in più sugli stipendi più bassi attraverso i tagli Irpef, decreto che ha provocato una contrazione delle risorse di cui può disporre la Regione, che si prepara a intanto predisporre i contratti di solidarietà per 30 mila dipendenti degli enti para regionali. Ciò si traduce praticamente in ulteriori tagli sugli stipendi che potranno arrivare fino a 250 euro al mese.

Una situazione spinosa, dunque, che vede i precari annaspare in una condizione di assoluta incertezza  a causa della legge nazionale che prevede la stabilizzazione solo se è stato rispettato il Patto di stabilità da parte dei vari Comuni isolani e sempre e comunque nell’ambito dei posti disponibili. La Regione propone a questo punto tre anni di finanziamento per consentire la proroga dei contratti ai precari, indispensabili nel contesto del funzionamento dell’amministrazione stessa, e nel frattempo censirli. I finanziamenti che però dovrebbero consentire la proroga di tre anni dei contratti sono altrettanto incerti, nel solo 2014 verrebbero già a mancare ben 70 milioni di euro, motivo per il quale, senza garanzie, i sindaci non hanno alcuna intenzione di firmare i contratti e dare seguito alla stabilizzazione, andando incontro a un eventuale dissesto se le cose non dovessero quadrare. Al momento, dunque, su un totale di 18.500 precari i fondi sarebbero sufficienti solo per 3000 di loro, lasciando la stragrande maggioranza in bilico sul baratro.

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