A novantatre anni dalla fine della prima guerra mondiale, il Ministero comunica ai discendenti di un bersagliere messinese la constatazione della morte

LapideAdesso è ufficiale: e’ morto. “Parisi Antonino, di Giuseppe, nato nel 1897 a Mongiuffi Melìa, provincia di Messina, morto il 14 dicembre 1917, sepolto nella tomba N° 2035, collocato in seguito nella fossa comune N° 2”.

Così, nero su bianco, i discendenti di un bersagliere messinese, disperso nella guerra 1915-18, a soli 20 anni, hanno appreso dal Ministero della Guerra del ritrovamento del corpo del congiunto.

Pagina 379 dell’ Albo d’Oro dei Caduti della Grande Guerra ( contenente le schede di 529.025 Caduti) , dedicata ai Caduti delle Province di Caltanissetta, Messina e Siracusa: lì, il nome del Bersagliere Parisi Antonino, nato l’8 agosto 1897 a Mongiuffi Melia, all’epoca nel distretto militare di Messina. Del giovane bersagliere, la famiglia seppe, nel lontano 1918, che venne dichiarato disperso il 29 ottobre 1917, nel corso del combattimento nel ripiegamento al Piave.

In realtà, stilando l’elenco dei soldati italiani morti in prigionia e sepolti nel cimitero militare di Wegscheid bei Linz Traum nell’Alta Austria, la “Croce Nera Alta”, un’associazione che censisce i luoghi di sepoltura ed effettua periodiche visite nei cimiteri e nei Sacrari Militari che contengono spoglie di soldati, ha scoperto che, dapprima nella tomba n° 2035, successivamente nella fossa comune N° 2, è stato deposto il corpo del bersagliere messinese Antonino Parisi. Secondo la ricostruzione storica effettuata, Parisi è stato fatto prigioniero nel corso della ritirata sul Piave dopo Caporetto, ma della cosa le autorità italiane non sono state messe al corrente, tanto da darlo per disperso. 95 anni dopo la sua morte, dunque, i discendenti del 20enne morto in guerra, sanno dove sono sepolte le sue spoglie.

 

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