Dal collettivo di arte digitale dell’UniMe a Picta: le “realtà” di Alessandro e Francesco

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Un paio di settimane fa, girovagando alla “Notte d’Arte” di Messina, abbiamo conosciuto Alessandro Maddocco e Francesco Cerenzia studenti di Scienze Informatiche, tra i fondatori del collettivo “art.me” dell’Università di Messina, nato a marzo 2022. Così abbiamo scambiato due chiacchiere con questi due giovanissimi che si occupano di arte digitale, nello specifico: realtà aumentata e realtà virtuale.

«Dopo un esame con il prof. Salvatore Distefano (che insegna Ingegneria del Software, ndr.), – ci racconta Alessandro – in cui abbiamo portato una piccola web application di realtà virtuale dedicata al sistema solare, il prof. ci ha contatto e ci ha proposto questa idea di creare “art.me”: un collettivo che si occupa di arte digitale in varie forme». Tra gli altri componenti del collettivo anche il prof. Andrea Nucita, il prof. Salvatore Savasta, il prof. Francesco Paolo Campione, Giuseppe La Malfa e Danilo Rovito.

Cos’è l’arte digitale (a Messina)

L’arte digitale è l’espressione artistica che utilizza la tecnologia come parte della creazione dell’opera; pensate per esempio alla pixel art. «Noi, – continua Alessandro – ci occupiamo principalmente di realtà aumentata, composta da parti informatiche digitali su un mondo fisico, esistente; e realtà virtuale, che si basa invece su una creazione tutta digitalizzata. L’arte digitale l’abbiamo scoperta quando il prof. Distefano ci ha proposto di creare “art.me” e il bello di questo gruppo è mischiare il mondo dell’arte a quello dello sviluppo informatico e della scienza». Un altro esempio che possiamo farvi è il progetto di Saverio Autellitano e l’Università di Messina dedicato ai Bronzi di Riace.

Picta

Parallelamente a “art.me”, Francesco e Alessandro hanno deciso di dare vita a Picta. «Dopo essere stati invitati a TaoBuk e aver notato che il pubblico era interessato ai nostri progetti, abbiamo pensato di creare Picta. Adesso – aggiunge Francesco – vogliamo proseguire soprattutto nel settore della realtà aumentata che può essere molto utile per esempio nelle scuole o nei luoghi d’arte».

Ma che tipo di progetti avete sviluppato? «Abbiamo creato un museo in realtà virtuale (in foto), dai muri alle statue. All’interno del museo – continua Francesco – abbiamo realizzato diverse stanze dedicate a Taormina, per valorizzare il territorio, a quella dedicata ai Bronzi di Riace. Il secondo progetto, invece, di realtà aumentata è dedicata ad opere famose che prendono vita; per esempio la stanza di Van Gogh, utilizzando un motore grafico, alcuni modelli sono stati costruiti con la fotogrammetria, (tecnica che permette di acquisire i dati metrici dell’oggetto che vogliamo riprodurre, in questo caso in realtà aumentata, ndr.) e altri con photoshop o after effects.

Per realizzare il museo, che è stata la prima applicazione che abbiamo realizzato su mobile, abbiamo lavorato 5 mesi circa. Per la realtà aumentata circa 2. Era la prima volta, mentre applicavamo le cose studiavano e sbagliavamo». E Messina come potrebbe sfruttare queste tecnologie? «Sarebbe interessante valorizzare i luoghi di cultura: magari con un tour virtuale tra i punti di attrazione turistica più interessanti della città. Magari anche con delle rievocazioni storiche». Il suggerimento ce lo hanno dato.

A questo link per far parte del collettivo art.me. Qui invece la nuovissima pagina ig di Picta, che Francesco e Alessandro hanno creato proprio durante la nostra chiacchierata.

 

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