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«Non siamo noi la minoranza»: a Messina il sit-in per il Ddl Zan – FOTO e VIDEO

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«La minoranza non siamo noi, sono loro, i 154 che hanno affossato il Ddl Zan»: una piazza amara, delusa, arrabbiata, ma anche pronta a lottare per il futuro, quella che si è riunita venerdì pomeriggio ai piedi del Comune di Messina per protestare contro l’affossamento della legge a tutela della comunità Lgbtqi, delle donne e delle persone con disabilità.

Lo scorso 27 ottobre, il Senato ha approvato con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti, la “tagliola” voluta da Lega e Fratelli d’Italia per bloccare la legge ed impedire anche solo la discussione degli articoli in Senato. «Una pagina nera» per l’Italia, così l’ha definita il presidente di Arcigay Messina, Rosario Duca, che aveva commentato a caldo la notizia. Da quel mercoledì, che tutti ricordano con sdegno per l’esultanza scomposta dei senatori che non volevano l’approvazione della legga, in tutto il Paese è montata la protesta. Manifestazioni a Roma, a Milano, nella grandi e nelle piccole città hanno animato le piazze.

Ieri, anche a Messina si è svolto il sit-inMolto più di Zan” organizzato da Liberazione Queer e Arcigay Messina, che ha visto riunirsi a piazza Unione Europea soprattutto giovani e giovanissimi. Pochi i rappresentanti politici presenti: i consiglieri comunali Gaetano Gennaro e Alessandro Russo e il collega della IV Circoscrizione, Armando Hyerace, per il Partito Democratico; Palmira Mancuso di +Europa; alcuni esponenti di Volt. Presente, naturalmente, il presidente di Arcigay, Rosario Duca, ma anche l’ex assessore della giunta Accorinti, Daniele Ialacqua, la fondatrice della Lelat (Lega Lotta Aids e Tossicodipendenza), Anna Maria Garufi. Tanti gli interventi, tutti molto sentiti, arrabbiati, ma combattivi.

Una piazza ben diversa da quella cui abbiamo assistito lo scorso maggio, quando l’approvazione del disegno di legge era ancora possibile, quando si chiedeva, sì, “Molto più di Zan”, evidenziando i limiti di una legge di compromesso, ma l’orizzonte era ben diverso. «Il Ddl Zan non era abbastanza, non era l’obiettivo – è stato evidenziato durante gli interventi –, era il timido tentativo di chi cercava il compromesso. Il Senato ci ha dimostrato che non c’era spazio neanche per questo». A quanto accaduto, ha sottolineato poi Duca con una nota di ottimismo: «Rispondiamo con la forza del nostro arcobaleno.

E di arcobaleni, simboli e cartelli ne abbiamo visti tanti ieri in piazza (e ve li mostriamo più giù in questo articolo), dalla classica bandiera Lgbt, a quella rosa, bianca e azzurra del movimento transessuale, a quella gialla, bianca, viola e nera del movimento non binario (una guida è disponibile qui).

Di seguito, alcune brevi considerazioni politiche del presidente di Arcigay, Rosario Duca, che ha tuonato contro i “traditori” che hanno voltato le spalle a una legge che avevano detto di appoggiare, e del consigliere comunale del PD Alessandro Russo, che ha ricordato come in Aula a Palazzo Zanca si fosse approvata una mozione a sostegno del Ddl Zan solo un anno fa.

La protesta a Messina contro l’affossamento del Ddl Zan: galleria foto

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