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A Messina le telecamere che riconosco i volti: la videosorveglianza si fa più “smart”

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La videsorveglianza a Messina si fa più “smart” con telecamere in grado di riconoscere i volti delle persone, oltre naturalmente alle targhe dei veicoli. Il nuovo sistema rientra nel progetto MeSm@rt, finanziato con i fondi del PON Metro e finalizzato a rendere la città dello Stretto una città “intelligente” attraverso sensori, telecamere e sistemi informativi che servano da un lato a offrire più servizi ai cittadini, dall’altro ad assicurare un maggiore controllo sulle infrazioni, specialmente nella lotta all’abbandono dei rifiuti.

Nella giornata di ieri, martedì 30 novembre, sono stati presentati nella Sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca due nuovi casi di utilizzo delle apparecchiature relative alla Videosorveglianza per la Sicurezza Urbana del territorio del Comune di Messina. Presenti, oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione, le aziende che hanno contribuito al progetto, la Intellera Consulting, Almaviva, Motorola-Avigilon e Laser Service.

I due casi d’uso rientrano nel progetto MeSm@rt, che mira a creare un vero ecosistema di infrastrutture, sensori, telecamere e sistemi informativi che possano sostenere l’azione amministrativa e rendere Messina una smart city. In particolare, ci si è concentrati sulle 300 telecamere “intelligenti” installate sul territorio della città dello Stretto. Grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale e analisi avanzata delle immagini, spiegano dal Comune, queste consentono un maggior monitoraggio e vengono utilizzate particolarmente nella lotta all’abbandono dei rifiuti.

Queste telecamere “smart”, grazie alle nuove funzionalità, saranno infatti in grado di individuare veicoli e persone, identificandone i volti e tracciandone gli spostamenti sul territorio. Eventuali violazioni fanno scattare gli alert e le segnalazioni alla Polizia municipale la quale avrà la possibilità, oltre all’individuazione della targa, di gestire direttamente il movimento della telecamera e di attivare uno speaker per comunicazioni vocali al trasgressore.

Quanto presentato a Palazzo Zanca, specificano dal Comune, è un test sul funzionamento del sistema di monitoraggio e, una volta attivo, sarà regolato da tutte le norme vigenti in tema di trattamento dei dati personali e della privacy.

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