Le (non) dimissioni di De Luca scuotono il Consiglio: come cambia la geografia dell’Aula

consiglio comunaleÈ uno scenario già visto. Ad ogni minaccia di dimissioni o delibera importante per il sindaco di Messina Cateno De Luca (cose che spesso coincidono) qualche gruppo in Consiglio Comunale perde pezzi. Tanto che oggi il Primo Cittadino, che a inizio mandato non aveva un singolo consigliere dichiaratamente dalla sua parte, adesso ne ha cinque (l’intero Gruppo Misto). Più incerta la posizione di altri membri del Civico Consesso. Ma vediamo, più nel dettaglio, come sono cambiati gli equilibri a Palazzo Zanca.

Calato il sipario sulle nuove (non)dimissioni, stracciate platealmente in diretta Facebook, Cateno De Luca ha poi affisso davanti all’ingresso della Sala Giunta un cartello, un foglio A4 con su stampato un asino volante coperto da un divieto d’accesso e ha comunicato ai consiglieri comunali (ad eccezione di quelli del Gruppo Misto) che con loro non vorrà più avere più niente a che fare. Prima di tutto questo, la mozione di “fiducia” presentata da Nello Pergolizzi ha incassato ben 16 “no”, un “sì” con riserva – per così dire –, “5” sì convinti e nessun astenuto. Assenti alla votazione 10 consiglieri, tra cui i quattro di Forza Italia.

Ora, nonostante sulla carta De Luca non abbia mai avuto una vera maggioranza, le delibere da lui proposte sono sempre state approvate, a volte anche con maggioranze schiaccianti. Gli eventi delle ultime settimane e la votazione della mozione di “fiducia” presentata da Nello Pergolizzi sembrano mostrare un quadro leggermente diverso, in cui alcuni punti fermi sono andati crollando. Intanto, il Sindaco adesso ha dalla sua parte l’intero Gruppo Misto (Serena Giannetto, Ciccio Cipolla, Salvatore Serra, Alessandro De Leo e la new entry Nello Pergolizzi). Ma andiamo con ordine.

Il centro-sinistra: PD, LiberaMe e l’uscita dal gruppo di Nello Pergolizzi

Insieme al Movimento 5 Stelle, il gruppo PD ha rappresentato sin dall’inizio la principale opposizione al sindaco Cateno De Luca. Questo non è cambiato e, anzi, i toni dello scontro hanno travalicato i confini della politica e dall’Aula in generale, ma questo è un altro discorso.

Nello Pergolizzi consigliere comunale di messinaSolitamente più moderata la posizione di LiberaMe, lista elettorale legata al Partito Democratico che spesso si è distaccata dalle posizioni dei colleghi. Ora, a inizio mandato il gruppo era formato da quattro componenti, oggi ne ha solo due: Massimo Rizzo e Biagio Bonfiglio. Alessandro Russo ha lasciato LiberaMe per passare al PD dopo aver votato “no” al Cambio di Passo, contrariamente a quanto fatto dai colleghi. Nello Pergolizzi, fautore dell’ormai famigerata mozione di “fiducia”, è uscito dal gruppo per il motivo opposto, schierandosi di fatto al fianco del sindaco Cateno De Luca ed entrando nel gruppo misto. Durante la  votazione del bilancio di previsione 2021-2023 i gruppi PD e LiberaMe hanno fatto fronte comune abbandonando l’Aula, per poi bocciare “la fiducia” al Sindaco il giorno dopo. Quindi, il fronte del centro-sinistra appare oggi più compatto, anche se ha perso un componente.

Sicilia Futura, Beppe Picciolo e l’acceso scontro con Piero La Tona

pietro la tona - consigliere comunale - messinaIl rapporto tra Cateno De Luca e Sicilia Futura è sempre stato altalenante. Sebbene più volte, anche dopo accesi scontri, il gruppo composto dal vicepresidente del Consiglio Comunale Nino Interdonato, Piero La Tona e Daria Rotolo e legato al leader Beppe Picciolo abbia votato favorevolmente le proposte del Primo Cittadino, stavolta ha detto il suo secco “NO” sia al bilancio di previsione che alla mozione di “fiducia” (eccezion fatta per Daria Rotolo). Lo scontro, che ha portato Picciolo a passare per le vie legali contro il sindaco De Luca, e che ha visto protagonista il consigliere Piero La Tona appare ad oggi come una frattura irreparabile.

Libero Gioveni, che dice “sì” alla “fiducia” ma attaccando duramente il Sindaco

libero gioveni, consigliere comunale di messinaEntrato in Consiglio Comunale con il PD e da esso spesso distaccatosi nelle votazioni, Libero Gioveni è uscito dal gruppo del Partito Democratico, per passare al misto, durante la votazione del Cambio di passo. Poi, è passato a Fratelli d’Italia, di cui è capogruppo (nonché unico componente in Aula), dove si trova tuttora. Alla mozione di “fiducia” ha votato “sì”, ma è stato duramente attaccato dal sindaco Cateno De Luca. Perché? Per via del suo intervento in Consiglio Comunale, durante il quale ha parlato del Primo Cittadino come di un “teatrante”, ha definito le sue dimissioni «una inspiegabile mossa schettiniana» e ha dichiarato: «Mi sono stancato di assistere ai suoi colpi di teatro da drammaturgo».

Questo discorso non è piaciuto a Cateno De Luca, che nel pomeriggio della votazione ha scritto su Facebook: «Non trovo aggettivi per qualificare il comportamento del consigliere comunale Libero Gioveni che, dopo aver spalato fango in aula, non ha avuto la correttezza di votare contro il Sindaco ma ha votato a favore».  Va notato, in ogni caso, che pur con le sue precisazioni, i “no” del consigliere alle delibere presentate dalla Giunta si contano sulle dita di una mano.

Il centro-destra e gli assenti alla votazione sulle dimissioni di Cateno De Luca (tra cui Forza Italia)

Sebbene abbiano votato sì al bilancio di previsione 2021-2023, i consiglieri del centro-destra presenti in Aula per la “mozione di fiducia” – Giandomenico La Fauci (Ora Messina), Giovanni Scavello (Lega),  Salvatore Sorbello (Ora Sicilia) e Giovanni Caruso (Bramanti Sindaco) – si sono schierati contro il sindaco Cateno De Luca.

Forza Italia, invece, non ha votato. Ugo Zante, Nicoletta D’Angelo, Giovanna Crifò e Pierluigi Parisi erano infatti assenti durante la votazione. Si tratta di un gruppo che, ricordiamo, ha sempre fatto parte, bene o male, della maggioranza (non dichiarata) del Primo Cittadino. Anche a loro, in ogni caso, le porte della Giunta sono chiuse. Tra gli assenti alla votazione (rimproverati a mezzo social da De Luca) si contano, tra l’altro, Daria Rotolo (Sicilia Futura), Giuseppe Schepis (M5S), Dino Bramanti (Lega), Biagio Bonfiglio (LiberaMe), Benedetto Vaccarino (Ora Sicilia), Francesco Pagano (Ora Sicilia).

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