Elezioni regionali 2022, De Luca: «La Sicilia è pronta a un blocco meridionalista»

Pubblicato il alle

5' min di lettura

L’ex Sindaco di Messina Cateno De Luca si trova a Palermo, con Danilo Lo Giudice, per presentare il suo nuovo progetto per diventare “Sindaco di Sicilia” alle prossime elezioni regionali, che vedranno gli isolani alle urne il prossimo novembre. Chiariamo subito che quello di De Luca non è un progetto dedicato alla Sicilia, ma solo una strategia basata su proiezioni, voti che possono andare dal centrodestra al centrosinistra, e riflessioni sugli scenari.

Scenari che tengono conto solo della volontà da parte di De Luca di voler realizzare un nuovo “Movimento del Meridione”: un movimento autonomista e indipendentista. Non c’è ideologia politica ma solo partite da giocare per andare allo scontro con Musumeci e dedicarsi al suo movimento che ha «una scelta di campo molto ampia che va dal centrodestra la centrosinistra, io – dice De Luca – non ho pregiudizi». Il piano di De Luca è quindi chiedere la mozione di sfiducia per Musumeci per arrivare, con un anticipo di 7 mesi, alle elezioni.

Le elezioni regionali di De Luca

De Luca, dopo “il dramma teatrale” messo in scena ieri, lunedì 14 febbraio, è tornato con il sorriso per presentare il suo nuovo progetto politico verso le elezioni regionali della Sicilia del prossimo novembre 2022. «Bisogna salvaguardare la Sicilia, – continua De Luca, in conferenza stampa a Palazzo dei Normanni – da qui la mozione di sfiducia per Musumeci, quindi risolviamo il problema del 30 di aprile e si stabilisce un’intesa, che serve per sgomberare il campo da questa situazione; io non ho pregiudizi, certo non amo le sedute spiritiche, il presente e il futuro lo voglio scrivere io.

Una classe politica di 70 anni non ha più passione, ci vuole una rivoluzione generazionale. Non sono più d’accordo a delegare a una classe politica logorata, che quando parla non viene capita dalla gente. L’ARS vive una vita scollegata dalla realtà. Tutto fermo, in base alla logica dei soldatini a livello nazionale. Questa terra può far parte di un blocco meridionalista e al mio amico Salvini l’ho detto chiaramente; questa logica che devi essere battezzato da qualcuno è un metodo che respingo e non accetto; la partita si deve giocare qui e si deve avere credibilità: autonomista spinta.

Sono molto interessato a un progetto meridionalista, – continua De Luca – queste elezioni devono essere una fucina: la Sicilia è il laboratorio di questo progetto. Discuto solo se queste sono le tematiche, perché non posso accettare di avere una terra bistrattata. Devo anche sentire il Sindaco di Milano lamentarsi dei troppi soldi del PNRR stanno arrivando al Sud. Dobbiamo cambiare l’ordine dei fattori. Come vedete qui, il tema non è la presidenza della Regione. Noi ora proseguiremo con la scelta dei candidati. In questo momento sono corteggiato, ma non mi metto in vetrina perché devo essere cercato».

La campagna elettorale

La campagna elettorale è partita ieri notte (era mai finita?) con l’annuncio del candidato a Sindaco di Messina Federico Basile. Si sposterà poi a Catania con l’annuncio dei primi nomi in lista. «Catania – ha detto De Luca – sarà il primo luogo in cui ufficializzerò le candidature: una appartiene all’aria di centrodestra, è un’attuale carica istituzionale, un’altra candidatura appartiene al PD, un’altra al Movimento 5 Stelle. Il mio bacino elettorale non proviene solo dal centrodestra. Tutto secondo programma.

Significa che noi abbiamo la credibilità e l’appetibilità e di essere attrattivi in modo trasversale, creando nuova classe dirigente. Non ci sarà nessun big; non vincerà nessuno del centrodestra. Nessuno avrà la maggioranza in Aula. Lo schema diventa questo: De Luca che rappresenta un polo, dall’altro lato quel che c’è del centrodestra, dall’altro lato non cambia il Pd e il M5S, chi vincerà non prenderà più di 30 deputati: si accettano scommesse. La mia candidatura porterà a questo fenomeno: il vero governo nascerà in aula, fatto poi su punti ben precisi. In base alle nostre proiezioni andiamo dal 15 al 20%.

Io provengo dalla Democrazia Cristiana quindi so che significa militanza, ma non ho pregiudizi. Il “Movimento Meridionalista” ha scelta di campo o nel blocco di centrodestra o centrosinistra, io ho le mani libere, ecco perché sono nelle condizioni di giocare una partita pulita. Bisogna chiudere al più presto con le elezioni regionali – ha concluso De Luca – per lavorare al Movimento Meridionalista. Dalla prossima settimana si comincia».

(398)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.