Coronavirus in Sicilia. Dati aggiornati della Regione: 83 positivi, 2 guariti

Report dei dati aggiornati sui casi di coronavirus in Sicilia - 11 marzoPubblicati i dati aggiornati sui casi di coronavirus in Sicilia. Ad oggi, 11 marzo, sono stati analizzati 1.194 tamponi, di cui 1.037 negativi e 74 in attesa dei risultati. Al momento sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 83 campioni.

Sono 21 in più, rispetto al report di ieri, i casi positivi al primo test registrati dalla Regione e trasmessi allo Spallanzani di Roma per la conferma di rito. Di ieri la notizia positiva riguardante i primi due guariti in Sicilia.

I dati sul coronavirus in Sicilia per provincia

Secondo i dati ufficiali pubblicati alle 13.30 di oggi dalla Regione risultano, sugli 83 tamponi positivi, ricoverati 24 pazienti (nove a Palermo, sette a Catania, tre a Messina, uno a Caltanissetta, tre ad Agrigento e uno a Enna) di cui uno in terapia intensiva, mentre 57 sono in isolamento domiciliare.

A Messina, dagli ultimi aggiornamenti, i casi positivi ai primi test sarebbero sei. Si tratta, nello specifico, di una 27enne, di un professore in pensione e della moglie, di un medico in pensione, di un vigile del fuoco e della moglie, entrambi di Sant’Agata di Militello. I figli dei due pazienti della provincia di Messina, invece, sono risultati negativi.

Le misure di prevenzione in Italia

Nella serata di lunedì il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha firmato un nuovo decreto, entrato in vigore già da ieri mattina, che sostanzialmente ha esteso le disposizioni delle ex “zone rosse” a tutta Italia.

Le misure di prevenzione a Messina

Se da una parte la città dello Stretto “eredita” le misure per la prevenzione del coronavirus già estese al territorio nazionale, dall’altro il sindaco Cateno De Luca ha annunciato stamane la firma di un’ordinanza che istituirebbe un coprifuoco a Messina già dalla giornata di venerdì.

La possibilità di vedere applicate queste ulteriori restrizioni ha dato immediatamente il via al “dibattito” sui social, fra i “si” e i “no” c’è chi fa notare che un’azione di questo tipo non rientra nei poteri di un sindaco.

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