“Coprifuoco” a Messina. Pietro Saitta scrive al Prefetto: «Il Sindaco trasforma un’emergenza in un oggetto pop»

video de luca coronavirus messinaNon è passata sotto silenzio la dichiarazione del sindaco Cateno De Luca  – anticipata ieri e confermata oggi – riguardo l’istituzione di un coprifuoco a Messina per prevenire l’ulteriore diffusione del coronavirus. Così Pietro Saitta, sociologo e strutturato dell’Università di Messina, scrive al Prefetto per chiedere di aumentare la sorveglianza «verso l’amministrazione locale limitando le invasioni inopportune di un campo d’intervento e gestione che è soprattutto suo».

La dichiarazione di dar vita ad un vero e proprio coprifuoco a Messina, lanciata da Cateno De Luca come di consueto con un post Facebook, ha scatenato pareri contrastanti fra chi si dichiara d’accordo e chi, invece, ritiene che sia una scelta sbagliata e – peraltro – non prevista tra le possibilità di un sindaco. Proprio su quest’ultimo punto si concentra la lettera di Pietro Saitta, mandata ieri sera al Prefetto di Messina, che riportiamo di seguito integralmente.

“Illustre Prefetta Librizzi,

Le scrivo in merito al video e alle esternazioni in materia di “coprifuoco” che, in questo primo giorno di emergenza Covid-19, il Sindaco di Messina Cateno De Luca ha appena espresso (mi riferisco al video del 10 marzo 2020, intitolato “ATTENZIONE A QUEL CHE FATE! Statevene a casa perché in giro ci siamo noi a vigilare! Buonanotte!”).

Ai fini della presente missiva, tralascio qualsiasi considerazione sullo stile complessivo del video, che pure avrebbe una rilevanza pubblica dato che siamo dinanzi a un Sindaco che trasforma un’emergenza in un oggetto pop (si vedano per esempio il cappuccio e l’inquadratura, che richiamano un immaginario cinematografico su morte e giustizia. E che nel momento in cui strizzano l’occhio a un siffatto immaginario artistico, depotenziano la gravità del momento retrocedendolo essenzialmente a un gioco). Qui mi concentrerò invece sull’opportunità di immettere nel discorso pubblico concetti come quello di “coprifuoco”, che è virtualmente estraneo al dispositivo centrale vigente.

Da studioso di fenomeni di disastri trovo abbastanza grave l’impiego di questo genere di video e l’uso “creativo” di concetti e contenuti inappropriati in una fase critica come quella presente. Lo è tanto dal punto di vista della gestione dell’emergenza, che è fatta anche di toni e contenuti congruenti, quanto da quello politico più generale, lì ove è essenziale che nei momenti di crisi il cittadino possa esperire fiducia nell’autorità politica.

La prego dunque di considerare il problema che le segnalo e la invito, se possibile, ad aumentare la sorveglianza verso l’amministrazione locale limitando le invasioni inopportune di un campo d’intervento e gestione che è soprattutto suo”.

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