Benzinai esclusi dai decreti Ristori: sciopero in tutta Italia dal 14 dicembre

Già la scorsa primavera – in piena emergenza sanitaria – si era verificato uno sciopero dei benzinai. Adesso i gestori delle stazioni di servizio di tutta Italia incroceranno di nuovo le braccia.

Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la scelta del Governo nazionale di escludere la categoria da ogni tipo di decreto Ristoro, manovre economiche per sostenere economicamente i lavoratori di tutto lo Stivale.

«Dalla sera del 14 dicembre – si legge nella nota congiunta delle sigle sindacali, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio – i distributori di benzina saranno in sciopero. Verranno garantiti i servizi essenziali».

Sciopero dei benzinai in tutta Italia

La protesta dei gestori durerà fino alla mattina di giovedì 17 dicembre. «La decisione – continua la nota sindacale – si è resa necessaria in conseguenza della inspiegabile indisponibilità del Governo ad inserire le piccole e piccolissime imprese di gestione a cui sono affidati gli impianti, nel novero delle categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi “Decreti Ristori”.

Come è noto, la distribuzione carburanti è classificata come servizio pubblico essenziale, dovendo garantire, pur nelle attuali come già nelle passate circostanze emergenziali, la continuità e regolarità dell’attività, nell’interesse della collettività, per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto di ogni genere di merci.

Ne consegue che i Gestori, oltre a subire contrazioni drammatiche del proprio fatturato per effetto delle restrizioni alla mobilità e del coprifuoco notturno, non hanno alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l’attività di distribuzione a disposizione del pubblico. Ciò che, già in questi giorni, sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate, a causa della mancanza di liquidità e della impossibilità di acquistare forniture di prodotti».

La crisi delle piccole imprese

I sindacati parlano di un progressivo fallimento delle piccole imprese di gestione.  «Con riflessi drammatici – continuano i sindacati – sui livelli occupazionali del settore che dà lavoro a quasi 100.000 persone.

Si tratta di considerazioni che il Governo conosceva perfettamente ancor prima dell’emergenza e che con l’inizio della pandemia si sono ulteriormente aggravate, ma che il Ministro Patuanelli resosi latitante sin dal suo insediamento, sembra aver deciso di non prendere in alcuna considerazione nemmeno nella fase attuale, continuando a mostrare una sgradevole quanto immotivata volontà punitiva verso la Categoria, che è ancora in attesa, da luglio scorso dei suoi Decreti attuativi che avrebbero consentito ai gestori di beneficiare concretamente di provvedimenti assunti nella fase precedente.

Nella consapevolezza che una tale azione di protesta potrebbe causare ulteriori disagi al Paese anche per l’imminente periodo di festività, la Categoria è comunque impegnata a sollecitare il Governo perché assuma impegni che appaiono del tutto equi e ragionevoli».

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