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Lista “Mai più baracche”, Basile replica a Croce: «Non è strumentalizzazione, ma democrazia»»

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«Rivolgendoci l’accusa di  strumentalizzazione dei baraccati, Croce ha superato il senso del ridicolo»: così il candidato sindaco di Messina, Federico Basile, risponde alle accuse lanciate dal centrodestra, che ha aspramente criticato la decisione di Sicilia Vera di presentare la lista “Mai più baracche” alle prossime elezioni amministrative del 12 giugno 2022. A replicare, anche il capolista, l’ex Iena Ismaele La Vardera.

Ieri la conferenza stampa di Maurizio Croce e dell’assessore designato del centrodestra, la deputata di Forza Italia, Matilde Siracusano, sul tema del risanamento. Nel mirino del centrodestra, Federico Basile e Cateno De Luca: «Ci siamo trovati di fronte – ha affermato in quell’occasione l’aspirante primo cittadino – a un candidato sindaco che tra le liste a suo supporto ne presentava una dal nome “Mai più baracche”. Trovo assolutamente inaccettabile e vergognosa una strumentalizzazione del genere».

A replicare, per primo, Federico Basile, candidato sindaco di Messina portato avanti da Cateno De Luca: «Rivolgendoci l’accusa di  strumentalizzazione dei baraccati, Croce ha superato il senso del ridicolo. Forse ha nostalgia dei tempi in cui i suoi riferimenti politici, in occasione di ogni consultazione elettorale, facevano visita a chi viveva in condizioni di disagio chiedendo voti in cambio di buste della spesa, buoni benzina e, per i più fortunati, qualche assunzione trimestrale in aziende private. La lista “Mai più baracche” sta lì a significare che quei tempi sono finiti. Se ne facciano una ragione onorevoli, candidati e galoppini!».

«Lo slogan “Mai più baracche” va, invece, inteso in senso molto più ampio – prosegue Basile – sotto il profilo politico: significa mai più immobilismo sui problemi seri della gente, mai più inutili passerelle di presidenti ed onorevoli, mai più rassegnazione. In questa città, un tempo costretta comunque a votare per chi promette e non mantiene, oggi c’è un nuovo protagonismo di uomini e donne fino a ieri considerati solo come numeri, che scendono in campo spontaneamente per portare la loro esperienza e le loro idee. Altro che strumentalizzazione, si chiama democrazia, parola dal significato forse sconosciuto nelle stanze del potere da cui provengono personaggi come Maurizio Croce e i suoi compagni di merenda».

La Vardera: «Il problema delle baracche è stato sotto gli occhi di tutto l’arco costituzionale»

Ma la replica a Maurizio Croce e Matilde Siracusano arriva anche da Ismaele La Vardera, ex Iena, candidato e portavoce di Sicilia Vera: «Da capolista della lista “‘mai più baracche” e da portavoce regionale di Sicilia Vera non posso che replicare che la vergogna la debba provare proprio la politica rappresentata dalla coalizione di centrodestra di cui Croce è espressione a Messina. Infatti da oltre 100 anni il problema delle baracche è stato sotto gli occhi di tutto l’arco costituzionale, ma mai nessuno aveva pensato di risolvere concretamente la questione. Anzi, tutti hanno fatto promesse e passerelle in tempi elettorali proprio sui territori in cui insistono le baracche, strumentalizzando chi ha vissuto un dramma in silenzio e per decenni».

«Comprendo – prosegue – il disappunto di Croce che trova inverosimile che la politica finalmente dia dignità e protagonismo proprio ai baraccati ed ex baraccati, fin ora infatti la politica lì ha solo usati. Oggi noi desideriamo possano sedere sugli scranni del Consiglio comunale proprio per perorare le cause di quel risanamento ormai avviato. Non avrei mai prestato il mio volto e la mia storia personale se non avessi toccato con mano il lavoro svolto da Cateno De Luca nel porre La questione del risanamento come punto fondamentale dell‘attività amministrativa, trovando risposte concrete che solo chi non ha onestà intellettuale non vede».

 

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