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ACR Messina, Croce incontra Sciotto: «Ricostruire mentalità sportiva della città»

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È trascorso un mese da quando l’ACR Messina ha conquistato la salvezza in Serie C e il presidente Pietro Sciotto è in parte uscito da un silenzio sul futuro della Società che durava ormai da un bel po’. Nessuno ha risposto all’appello lanciato dal patron lo scorso gennaio, quando aveva annunciato la possibilità di cedere il club una volta onorati tutti gli impegni economici e fiscali di questa stagione. Qualche timido segnale, con le elezioni amministrative alle porte, adesso comincia ad arrivare anche dalla politica: il primo a rispondere è stato Maurizio Croce, candidato sindaco del centrodestra.

Insieme ad Antonio Barbera, l’assessore designato allo Sport dell’eventuale giunta Croce, i tre hanno riflettuto sulla situazione dell’ACR e degli sviluppi futuri del calcio a Messina. «Ho voluto fortemente questo appuntamento – ha detto il candidato sindaco – ma è bene ribadire che nella nostra campagna elettorale non ci sarà spazio per soluzioni e risposte buone per tutte le stagioni. La fase di ascolto è fondamentale, per questo motivo ho chiesto al presidente Sciotto una prima interlocuzione finalizzata, innanzitutto, a comprendere pienamente il quadro reale in cui si muove il club, considerando il contesto di importanti esborsi economici connaturati alla partecipazione ad un campionato di Serie C».

«Ho colto – continua – , in questo passaggio, le difficoltà patite nel quinquennio di gestione della famiglia Sciotto per tutta una serie di problemi sui quali ci siamo confrontati. Il tessuto imprenditoriale cittadino ha risposto in modo insufficiente alle continue sollecitazioni del club: occorre comprenderne le motivazioni e instaurare un processo virtuoso per la costruzione di una nuova immagine del calcio messinese. Il calcio e lo sport in generale rappresenta un’immensa opportunità per lo sviluppo sociale ed economico di ogni città. Una prospettiva che pare essere stata dimenticata, o messa da parte, in questi anni».

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema impianti, con particolare attenzione sulle condizioni dello stadio “Franco Scoglio”. «Abbiamo toccato anche il nodo spinoso dell’impiantistica: il primo ostacolo è rappresentato dalle condizioni dello stadio Franco Scoglio, ma anche su questo fronte non sono incline ad avventurarmi in slogan campati in aria. Un bando di affidamento pluriennale non può essere la panacea: occorre, prima, una perizia dettagliata dell’impianto e un impegno reale dell’amministrazione per renderlo attrattivo. Modalità che dovrà diventare la nostra linea guida per il rinnovamento di tutti gli impianti esistenti sul suolo cittadino. In tal senso, peraltro, stiamo già valutando le aree in cui vogliamo fortemente far sorgere nuove strutture».

Il presidente dell’ACR Messina, Pietro Sciotto, si è detto soddisfatto del colloquio: «Con Maurizio Croce – dichiara Sciotto – abbiamo dato vita ad un incontro assolutamente proficuo. A questo punto, a prescindere da chi trionferà in questa sfida elettorale, da presidente del club posso solo augurarmi che la prossima amministrazione comunale sia in grado, da subito, di manifestare un interesse concreto per le sorti della prima squadra di calcio della città di Messina, rispettandone il blasone e soprattutto quel potenziale, da decenni rimasto inespresso, che in futuro potrà regalare grandi soddisfazioni a chi ama i colori giallorossi».

Più diretto invece Antonio Barbera, che in conclusione ha ribadito la centralità del progetto calcistico dell’ACR, trascurato negli ultimi decenni. «La prima squadra della città – osserva Barbera – deve diventare il traino per tutto il movimento del territorio. Occorre instaurare un percorso sinergico con tutte le realtà locali e con le scuole. Due generazioni di tifosi del Messina sono state perse: il lavoro per ritrovarle sarà duro, ma l’obiettivo è alla portata». Il discorso, poi, ha toccato il rapporto della città di Messina con l’attività sportiva: «Da uomo di sport so bene quanto questo rappresenti un valore sociale da non disperdere. Dobbiamo ricostruire la mentalità sportiva della città, avvilita anche da due anni di pandemia che hanno isolato e allontanato i ragazzi dall’attività quotidiana».

«Non bisogna mai sottovalutare – conclude – come lo sport possa essere opportunità di riscatto per tantissime aree degradate e abbandonate di Messina. Resto convinto, però, che senza il supporto dell’intera città non sarà possibile puntare su un rilancio concreto di tutte le attività e le società del nostro territorio».

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