Referendum, Il Pd pronto al gran finale: “E’ ora di cambiare l’Italia”

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Ultimi giorni di campagna referendaria per un Partito Democratico sempre più impegnato sul fronte del Si. Mercoledì 30 novembre alle 16,30 al Monte di Pietà, appuntamento con “Messina che Cambia” che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Sottogretario all’Istruzione Davide Faraone, di Giuseppe Antoci, Tommaso Currò e del commissario cittadino Ernesto Carbone.

Ultimi sforzi per una campagna referendaria stancante ma coinvolgente, con il Pd e i comitati in favore del Si, impegnati nel far comprendere come il prossimo 4 dicembre gli italiani non siano chiamati ad esprimere un giudizio pro o contro il Premier Renzi, come ribadito questa mattina da Alessandro Russo: “E’ un referendum su una riforma costituzionale molto importante per le sorti del nostro paese – ha commentato – noi non vogliamo politicizzare questo appuntamento. Qui si tratta di aggiornare alcune parti della Costituzione che dopo 70 anni vanno riviste. Noi ci stiamo concentrando sui contenuti, vogliamo che dal 5 dicembre l’Italia abbia un apparato istituzionale molto più snello e veloce, ciò renderà più rapida l’esecutività di alcuni provvedimenti che incidono direttamente sulla vita dei cittadini.  Non possiamo dimenticare come grazie a questa riforma si abbattino i costi della politica e si tolgano alcuni enti ormai obsoleti come il CNEL”.

Ma il Partito Democratico vuole anche dimostrare alla città di aver superato tutte le divisioni interne, in questo senso vanno spiegate le presenze in conferenza stampa della capogruppo in consiglio comunale Antonella Russo, di Francesco Barbalace, Felice Calabrò, Francesco Palano Quero, Liliana Modica, Guglielmo Sidoti, Giacomo D’Arrigo e Franco Providenti.

Proprio l’ex candidato sindaco, Felice Calabrò, non ha risparmiato critiche verso quei partiti del centrodestra schierati in favore del No: “Io non sono certamente “renziano”, ma ho l’onestà intellettuale di ammettere che il Premier è riuscito a portare avanti quelle riforme promesse per vent’anni. Il Centrodestra ogni volta che andava al Governo puntava a fare una riforma costituzionale e molti punti coincidono, solo che adesso si spinge per il No solo per il piacere di andare contro”.

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