Servizi sociali, adesso la strada è davvero in salita

servizi sociali protesta a palazzo ZancaGli oltre tre milioni di euro stanziati per i servizi sociali, non sono serviti a dissipare le nubi su un settore che da anni aspetta una rivoluzione che tarda ad arrivare. Ieri l’ennesimo strappo, l’ultimo in ordine di tempo, tra l’amministrazione comunale e i sindacati, che continuano a respingere con forza ogni ipotesi circa un possibile abbassamento delle ore settimanali di lavoro.

Non ci sono i soldi per garantire i servizi? Bene, si attinga dalla voce che porta dritti al Segretario Generale Antonio Le Donne e ai dirigenti, così si tappa la falla, in attesa che si sblocchino i fondi e garantire la continuità retributiva ai lavoratori. Ecco la soluzione proposta dalla Cgil. Oggi a Palazzo Zanca c’era un clima da quiete dopo la tempesta, con i sindacati pronti a far sentire la propria voce già a partire dalla prossima settimana, quando le bandiere di Cgil, Cisl e Uil torneranno a “colorare” i corridoi del palazzo comunale.

Uno strappo figlio di due parti che hanno fatto finta di non capirsi nell’arco degli ultimi due giorni, perchè la tattica dell’amministrazione, annunciata dall’assessore Eller, era ben chiara, così come le intenzioni dei sindacati che sul tema della diminuzione delle ore non hanno mai lasciato alcuno spiraglio. Il braccio di ferro alla fine si dovrà risolvere, in un senso o nell’altro, ma ancora vi è la netta sensazione che durerà ancora per un po’.

La Cgil minaccia una nuova mobilitazione, per la Cisl il tavolo del confronto è ancora aperto, ma resta del tutto evidente che il clima si sia fatto particolarmente rovente, anche perchè dall’altra parte c’è un’amministrazione che non sembra intenzionata a cambiare rotta.

Innanzitutto occorrerà vedere chi farà il primo passo verso l’altro, se l’amministrazione verrà incontro alle esigenze delle parti sociali e dei lavoratori, che adesso possono solo leccarsi le ferite per quel cambiamento da molti annunciato ma mai messo in pratica. Almeno fin qui.

Antonio Macauda

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