Accorpamento Papardo e IRCCS Bonino Pulejo. Siracusano: «Diritto alla salute o gioco del Monopoli?»

Foto dell'ospedale Papardo di MessinaMessina. Fa discutere e smuove gli animi il disegno di legge che propone l’accorpamento dell’ospedale Papardo e dell’IRCCS Neurolesi “Bonino Pulejo”. Sulla vicenda si pronuncia anche Gabriele Siracusano, candidato alle elezioni politiche con il partito “Liberi e Uguali”: «Non si può giocare con la Rete ospedaliera come se fosse il Monopoli».

Foto di Gabriele Siracusano - Elezioni politiche 2018La proposta di legge, avanzata dal giovane Luigi Genovese per Forza Italia, se venisse approvata andrebbe a cambiare radicalmente l’assetto ospedaliero di Messina. Proprio sul peso di questa modifica invita a riflettere il candidato Gabriele Siracusano: «La proposta di accorpamento tra l’IRCCS e il Papardo stupisce non solo per il contenuto ma, soprattutto, per la tempistica. Tra due settimane si voterà per le Politiche e un tema così delicato, come quello della salute, non può finire oggetto di slogan o peggio promesse da campagna elettorale».

«Invito a riflettere – conclude Siracusano – se non sia il caso di rinviare quella che sarà sicuramente una “crociata” tra favorevoli e contrari a dopo il 4 marzo quando la tematica dovrà essere affrontata con serietà, rigore, approfondimenti tecnici e nell’esclusivo interesse dei pazienti e degli operatori della Sanità».

L’accorpamento del Centro Neurolesi e dell’ospedale Papardo è, in effetti, un argomento destinato a far sollevare più di un sopracciglio e, se lo si vuole affrontare con la dovuta attenzione, richiederà uno studio attento e un’analisi che non si può svolgere in tempi brevi.

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1 Commento

  • riccardo vattelapesca scrive:

    Ha ragione, a Messina da un paio di anni si sta giocando con la sanità. È ormai lapalissiano che vi sono forze che prima hanno ridotto l’ospedale Piemonte a lumicino tanto da dover essere svenduto all’IRCCS ed ora acquisito il piemonte son passati all’attacco del Papardo, anche questo prima messo in ginocchio o quasi con queste riduzioni di servizi, di personale e quant’altro, si vuole accorpare alla struttura preesistente. Sembra che si voglia generare in città un monopolio della sanità, di modo da gestire la salute dei cittadini e cosa ancor più interessante, per loro, gestire la montagna di miliardi provenienti dalla sanità sic alla stessa stregua di una scalata finanziaria per il controllo di una società o gruppo industriale.
    E la salute dei Messinesi?

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