Lelio Bonaccorso: il messinese che racconta la Sicilia attraverso il fumetto

Foto di Lelio Bonaccorso

Si chiama Lelio Bonaccorso, è messinese, ha 35 anni e il suo talento lo ha portato a raggiungere un successo internazionale. Fumettista e illustratore, Lelio è riuscito a catturare l’attenzione dei grandi del settore, collaborando con Walt Disney Comics e Marvel, oltre ad aver realizzato lavori per grandi testate giornalistiche nazionali come il Corriere della Sera.

Affascinato dalla storia della sua terra, Lelio ha scelto la Sicilia come protagonista di diverse sue pubblicazioni. Ne è un esempio un esempio “Salvezza”: un reportage a fumetti, realizzato insieme al fumettista e giornalista Marco Rizzo, che fa luce sulla drammatica realtà delle operazioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.

Insieme, i due hanno trascorso 19 giorni sull’Aquarius – una nave da ricerca e soccorso di SOS Mediterranée e Medici senza frontiere – dove hanno potuto vivere in prima persona le tragiche vicende che stanno tingendo di rosso le acque del Mar Mediterraneo. In questo toccante esempio di graphic journalism, Marco e Lelio raccontano le persone, le emozioni e le paure di chi vuole essere salvato e di chi tenta di salvare.

«I miei lavori hanno come scopo quello di incrementare la conoscenza – ci racconta Lelio. Più conoscenza dei fatti hanno le persone più consapevoli saranno.  È solo attraverso una maggiore consapevolezza che si può sperare in un cambiamento nel mondo».

Fin da ragazzino Lelio ha dedicato moltissimo tempo all’arte che è diventata il suo lavoro. Il vero punto di svolta nella sua carriera è arrivato nel 2009 quando Lelio e Marco pubblicano “Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia”. In questo caso le loro vignette dallo stile inconfondibile hanno raccontato la storia del noto giornalista e la sua battaglia contro Cosa Nostra.

Con il tempo l’arte di Lelio diventa anche strumento per il sostegno della comunità, come è accaduto la scorsa estate al Capo Peloro Fest. In quella occasione, i ricavi delle vendite del numero zero del suo fumetto “Capitan Peloro” (supereroe del tutto siciliano) sono stati restituiti al territorio per il suo miglioramento.

«Io credo – continua Lelio– che dobbiamo lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Il fumetto è il mio strumento per cercare di cambiare qualcosa. Noi siciliani siamo un popolo di cantastorie, ce l’abbiamo nel sangue. C’è chi usa gesti per raccontare una storia, chi usa una canzone e chi, come me, usa il fumetto».

Nonostante le moltissime possibilità di andare a vivere in altre parti dell’Italia e all’estero, Lelio ha scelto di restare in Sicilia, l’isola che da sempre ispira i suoi lavori.

«Vivere in Sicilia non è un limite per chi vuole perseguire questo tipo di carriera – conclude il fumettista. Al giorno d’oggi io posso lavorare comodamente da casa mia, collaborando con persone che si trovano ovunque nel mondo, grazie ad internet. Voglio che questo sia un segnale per i ragazzi che desiderano perseguire questa carriera: non bisogna abbandonare la Sicilia per fare questo mestiere».

 

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