Gli studenti della “Atreju” sulla operazione Campus: ” Restituiteci il nostro futuro”

universitàmessinaIl clamore suscitato ieri dalla operazione Campus, ancora riflettori della magistratura accesi sull’ateneo messinese, ha provocato molte reazioni in città, tra queste anche quella degli studenti della “atreju” che scrivono:

“L’ Ass. Universitaria degli studenti “Atreju”, in merito alle recenti notizie di stampa che hanno coinvolto il nostro Ateneo, emana il presente comunicato per manifestare la propria distanza e il proprio sentimento di vergogna e sdegno nei confronti dei fatti odierni, oggetto di attenzione mediatica. Traduciamo così quelli che sono i timori che non solo vengano lesi fama e  prestigio del nostro ateneo, ma addirittura che si dubiti della regolarità e legalità delle attività accademiche di quella parte di studenti che costituiscono una parte sana estranea a questa realtà. Pretendiamo che vengano finalmente rispettati i principi cardine minimi che stanno alla base di un sano e corretto svolgimento della vita universitaria.  E’ arrivato quindi il momento di prendere posizione e dire “no”. E’ giunta l’ ora di manifestare all’ opinione pubblica che gli studenti messinesi sono estranei alle logiche clientelari e criminali , invariate nel corso degli anni, in forza di uno straordinario spirito di conservazione, hanno retto il nostro Ateneo, e più in generale la nostra realtà istituzionale. Con la forza vitale che ci dà il nostro spirito di appartenenza a una realtà sociale alla quale ci sentiamo fortemente legati, e nella strenua convinzione e consapevolezza che detta realtà non è solo mafia e corruzione, ma sa essere esempio di eccellenza e professionalità, rivendichiamo a gran voce la nostra posizione. La ricostruzione culturale e sociale della nostra Sicilia,( e più in particolare della nostra Messina) tanto umiliata e stuprata, parte da noi studenti, agenti del prossimo futuro alle porte. Riferendoci alla parte sana (la stragrande maggioranza) della città, e delle istituzioni, anche quelle universitare, vi preghiamo: non estirpate questi nostri sentimenti attraverso questi atti di violenza contro la realtà ove noi  esprimiamo la nostra creatività e il nostro impegno, e ove scommettiamo sulla nostra affermazione professionale e umana. Ridateci la spendibilità del nostro titolo di studio, restituiteci le pari occasioni di cui godono gli studenti laureati in altre zone d’ Italia, riconsegnateci il FUTURO, restituiteci la nostra DIGNITA’. Adesso, per favore, riponete la legalità in quella che dovrebbe essere la sua sede naturale per definizione, l’ università, la casa della cultura; fate in modo che la scelta di stabilirsi, lavorare, affermarsi nella propria città torni ad essere la più spontanea e naturale delle decisioni, non un atto di amore o di coraggio. Restituite a tutti noi giovani la voglia di restare.”

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