A rischio stipendi e pensioni. La Camera di Commercio chiede l’intervento della Regione

CAM00506I vertici dell’Ente camerale di Messina, le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl e l’Associazione dei pensionati, hanno dato appuntamento alla stampa, questa mattina, nella Sala Giunta della Camera di Commercio con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla riduzione del diritto camerale annuale del 50%, prevista dall’articolo 28 del Decreto Legge 24 giugno 2014. Un problema particolarmente sentito, soprattutto in Sicilia, unica regione italiana in cui la Camera di Commercio svolge la duplice funzione di datore di lavoro ed ente di previdenza.

Sebbene favorevoli a una riforma del sistema, le parti in causa si oppongono al repentino annullamento, che non si ferma allo svuotamento delle sue funzioni ma costituisce ‒ ha detto le stesso commissario dell’Ente, Franco De Francesco ‒ un vero e proprio problema sociale.

«Siamo seriamente preoccupati ‒ ha esordito ‒ per le drammatiche ricadute che ci saranno per il personale, per le aziende e per l’intero territorio peloritano». Le funzioni delle Camere di Commercio passerebbero al Ministero delle Attività produttive che tra l’altro non disporrebbe di distaccamenti territorializzati per venire incontro alle imprese.

Uno dei punti trattati ha riguardato il risparmio irrisorio ‒ circa 100 euro all’anno ‒ che tale scomparsa comporterebbe alle aziende, che al contrario si ritroverebbero orfane dell’ente pubblico di riferimento ‒ come sottolineato da Giulia Coluccia della Cgil Fp ‒ e piomberebbero nella confusione.

La questione che ha fatto più discutere però è stata quella concernente l’allarme occupazionale e il futuro di dipendenti e pensionati. A essere penalizzati dalla riforma sarebbero, infatti, 426 dipendenti camerali, 648 pensionati, 80 precari e 14 lavoratori delle Aziende speciali ‒ importante supporto per la Camera di Commercio e le imprese ‒ distribuiti tra Messina, Agrigento e Trapani. Saro La Rosa, amministratore unico dell’Azienda speciale servizi alle imprese, ha ricordato come i  il contratto dei 4 dipendenti dell’Azienda messinese sia di natura privatistica, circostanza che in queste condizioni non tutela i lavoratori sotto il profilo occupazionale.

«Questa non è una riforma ma un provvedimento che annulla il significato stesso della Camera di Commercio» ha ribadito il segretario generale dell’Ente, Vincenzo Musmeci.

In rappresentanza della Uil Fpl, Carmelo Gatto ha illustrato quali saranno i risultati di tale riduzione: la mancata garanzia degli stipendi per il personale  e delle pensioni a partire dal 1 gennaio 2015.

Nino Scimone della Cisl Fp ha puntato l’attenzione su come tale operazione prevista dal Governo Renzi comporterebbe una perdita delle professionalità e del patrimonio della Camera di commercio.

Tra gli intervenuti anche il rappresentante dell’Associazione pensionati, Nino Migale, a sostegno di quella che ha definito una “categoria in trincea”, «alla quale avevano assicurato la pensione alla fine del percorso lavorativo» e che si ritrova ora a temere per il proprio futuro.

Le richieste avanzate alla Regione, alla quale si chiede di intervenire in maniera decisiva sulla questione, è che produca una normativa che metta in sicurezza il patrimonio delle Camere di commercio, «permettendo ‒ ha evidenziato Musmeci ‒ la costituzione di un Fondo unico di quiescenza per i dipendenti che garantirebbe la sopravvivenza degli Enti camerali nella nostra Regione». 

 

Giusy Gerace

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