Isola pedonale permanente. Visicaro scrive a Cacciola: “Occorre il PUM, Piano Urbano di Mobilità”

visicaro“Apprendiamo dalla cronaca cittadina che l’Amministrazione Comunale ha avviato una discussione con “commercianti e associazioni di categoria” per “pedonalizzare dal prossimo 8 dicembre una vasta zona del centro cittadino”.
L’Iniziativa è certamente condivisibile considerando il fatto che la nostra città si colloca agli ultimi posti delle classifiche nazionali per vivibilità. Una città che,inoltre, ancora oggi consente di essere attraversata dal transito quotidiano di circa 3.500 tir e da circa 7.000 veicoli leggeri provenienti dai flussi di traghettamento.
Considerando il fatto che i cittadini “comuni”, gli anziani, i diversamente abili, etc. spesso non sono organizzati in associazioni di categoria ma sono spesso “semplici” soggetti passivi e vittime di scelte che non condividono per il semplice fatto che li penalizzano oltremodo, riteniamo necessario sottoporle alcune riflessioni.
Il Comune di Messina dovrebbe essere dotato di un PUM, uno strumento di programmazione a medio-lungo termine attraverso il quale andrebbe definito il quadro generale delle scelte e delle decisioni relative alla mobilità nell’area urbana: un insieme coerente di interventi infrastrutturali, tecnologici, gestionali ed organizzativi in grado di orientare lo sviluppo della mobilità. Riteniamo che nell’ambito di questo strumento andrebbero ricercate le soluzioni ottimali per giungere ad una mobilità sostenibile degna di questo nome.
Il Piano urbano della Mobilità dovrebbe anche fornire all’Amministrazione Comunale l’opportunità di disporre di uno strumento che coordini le azioni di un più ampio quadro di strategie, di obiettivi e di priorità che investono non solo l’assetto della mobilità, ma necessariamente anche il governo della città e il suo sviluppo.
Esiste un PUM a Messina? Sarebbe utile conoscerne i dettagli per non inseguire volta per volta emergenze e criticità con costi collettivi non marginali.
Il Comitato La Nostra Città ritiene quindi che ogni decisione in merito di mobilità venga ponderata e affrontata non con spirito corporativo ma per l’interesse collettivo. Anche perchè,come Lei certamente saprà, il Comune di Messina non prevede neppure la possibilità di utilizzare lo strumento del referendum propositivo per coinvolgere e dibattere su larga scala.”

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