Giusva Pulejo, l’imprenditore messinese che ha convertito i tweet in lavoro

Giusva Pulejo, imprenditore di 37 anni, dopo aver girato l’Europa, è tornato a Messina per amore. Nel 2015 ha fondato Netwoplus, boutique di consulenza digitale specializzata in marketing, comunicazione e social media, e per il 2020 sogna un e-commerce agroalimentare. «Bisogna crederci sempre, essere ispirati. Per questo il linguaggio del digitale è importantissimo».

A Messina è conosciuto soprattutto perché ha ridato vita, insieme alla sua famiglia, a una dimora dell’800 che nel giro di tre anni è diventata un punto di riferimento per matrimoni ed eventi ma – in realtà – Giusva Pulejo è un talento del digitale.

Finito il Liceo Classico, studia Economia Aziendale a Bologna, «a 18 anni era opportuno – racconta Giusva – uscire dal guscio protettivo della famiglia per vivere un’esperienza fuori. Un’esperienza formativa non soltanto dal punto di vista universitario ma anche di vita. Quando sono partito – continua – avevo una bella adrenalina ma anche un po’ di timore per quello che volevo costruire in futuro. Ero da solo ma armato di tanta speranza».

Dopo Bologna, uno stage a Londra e diversi curricula inviati, a 24 anni viene assunto a Bergamo dalla multinazionale Italcementi nell’area marketing. «Nello stesso giorno ho fatto un colloquio anche con Nestlè ma ho preferito rinunciare a qualche soldo in più per delle prospettive più congrue con ciò che volevo fare». Da Bergamo a Madrid è un attimo. Il giovane Giusva prende un volo, affronta un nuovo paese e una nuova lingua per portare la sua esperienza italiana in Spagna. «Andare in una nuova città senza conoscere la lingua mi spaventava. Avevo un’insegnante serale dopo il lavoro e – racconta – dopo un paio di mesi sono riuscito a confrontarmi».

Giusva è un tipo ambizioso, dinamico, un ragazzo senza la spocchia che potreste immaginarvi. A 26 anni sa già quello che vuole: una famiglia e creare qualcosa di suo.
«Sono sempre state le mie due priorità. Non avrei avuto modo di dedicare del tempo a me, ad andare al cinema o a cena con una ragazza, perché lavoravo davvero tantissimo in quel periodo. Così, mi sono preso il rischio di rimanere fermo per un po’ e ho iniziato a pensare che il mio futuro sarebbe stato nel digitale».

Così, dopo essere tornato dall’esperienza iberica, si dimette da Italcementi, rinuncia a un contratto a tempo indeterminato, con tutti i benefit del caso e, nonostante le critiche della famiglia, intraprende un nuovo percorso.

Giusva ricomincia da Volagratis, con un’esperienza lunga quattro anni. Per un anno ha ricoperto il ruolo di direttore commerciale di 2Spaghi, piattaforma – all’epoca dei fatti di proprietà dell’azienda – dedicata alla ristorazione. Per tre anni, invece, è stato direttore marketing proprio di Volagratis.

«Era anche questa una nuova esperienza, quindi avevo tutto l’interesse nel fare bene. Durante il progetto mi sono costruito un piccolo network e dopo 4 anni ho deciso di dimettermi anche da questo ruolo, di rinunciare al mio contratto e a uno stipendio che mi avrebbe consentito di avere una vita agiata».

Dal 2015 entra nel board della Fondazione Prioritalia con delega al digitale e allo sviluppo del network e a gennaio, dello stesso anno, crea la sua Netwoplus, agenzia di consulenza digitale.
«Dopo tanta esperienza ho trasformato la passione del digitale in lavoro. Chi vuole lasciare qualcosa – dice Giusva – deve passare attraverso una passione. Se non sei appassionato di ciò che vuoi andare a fare, difficilmente puoi fare qualcosa di grande. Dei social mi piace la possibilità di fare entrare un numero infinito di persone in contatto grazie a un filo intermentale. Così ho coltivato il mio personal branding anche grazie a quello che scrivevo su Twitter. Pensa che uno dei miei primi clienti è stato proprio un mio follower».

Giusva si destreggia in rete con grande naturalezza, «la potenza dei social è proprio quella di trasformare un follow in contatto. Netwoplus si basa sulle connessioni delle rete e si occupa dalla costruzione di un nuovo sito internet a tutto quello che riguarda le pubbliche relazioni in digitale e consigli per il personal branding. L’errore che si commette oggi online – afferma Giusva – è lo stesso errore che si commette offline. Gli utenti spesso non hanno più quella sensibilità di capire che ogni azione corrisponde a una reazione. La rete, invece, serve proprio da input per stimolare delle conversazioni.  Conversazioni che possono generare un contatto in più all’interno della nostra trama digitale e se siamo bravi anche nella nostra vita offline».

Parallelamente a Netwoplus, Giusva realizza il sogno della sua famiglia, «sono tornato a Messina per affetto, per mio padre soprattutto e Villa Pulejo. Il progetto mi piace molto – dice Giusva – anche se pochi capiscono il valore di quello che facciamo».

Villa Pulejo ad oggi è l’unico resort in città ad avere 4 Stelle Superior, inserito anche in “Vale un viaggio. 101 Meraviglie d’Italia da scorprire” a cura della giornalista Beba Marsano.
«Anche qui – racconta Giusva – è stato grazie al digitale che siamo finiti su questo libro. Questa giornalista doveva andare a Taormina ma per diversi motivi cercava alloggio a Messina e così ci ha trovato con una semplice ricerca su internet e ha raccontato la nostra storia. Con Villa Pulejo – prosegue Giusva – creiamo valore, come il progetto delle Dimore del Quartetto in collaborazione con la Filarmonica Laudamo».

Insomma Giusva non sta poi così male qui sull’Isola, «certo, il sogno sta diventando un obiettivo concreto ma probabilmente Messina soffre la mancanza di opportunità culturali e artistiche che potrebbero allargare la mente. Però, con mia moglie (Federica Vaccaro, designer e creatrice della Bibi Bag, ndr) abbiamo deciso di vivere qui perché sappiamo che in questa città ci possono essere delle cose da sviluppare».
Giusva è un giovane adulto che non si fa abbattare dalle difficoltà, «il mondo del lavoro è complicato, ti pagano tutti due lire e spesso quello che fai non viene valorizzato. Ma credo – aggiunge Giusva – che sei hai un’intelligenza emotiva, puoi davvero trasformare quello che sogni in un lavoro. Bisogna crederci sempre, essere ispirati. Per questo il linguaggio del digitale è importantissimo, perché permetti agli altri di capire le tue potenziali prestazioni professionali e magari, come è successo a me, dalla comprensione delle tue competenze può nascere un nuovo lavoro».

I progetti da realizzare però non sono ancora finiti, «per il 2020, dopo aver adottato degli ulivi secolari, sto lavorando per aprire un e-commerce sul Made in Italy dedicato all’agroalimentare».

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1 Commento

  • Roberto Brunetti ha detto:

    Bravo Giusva, la fuga e il ritorno dei cervelli al sud, Messina è una bella città, mi sono trovato benissimo, ha tante opportunità e brava gente, come tutta la Sicilia e il resto delle regioni meridionali.

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