Enrico Gugliotta, da Roma a Messina con una bella bionda

Enrico Gugliotta, 33 anni, nato e cresciuto a Roma ma con famiglia tutta messinese, ha deciso di venire a vivere sull’Isola e aprirsi un posto tutto suo. Il Beers-Hop, nato nel 2015, è diventato un punto di riferimento per gli amanti della birra. «Mi piacerebbe fare anche delle degustazioni».

Da Roma a Messina

Scegliere una birra, stapparla e farsi nuovi amici. È questo l’ambiente familiare del Beers-Hop che Enrico, con la classica strascicata romana, inizia a raccontarci quando gli abbiamo chiesto di parlarci della sua avventura che da Roma lo ha portato a Messina.
«Sono nato e cresciuto a Roma. Ma sette anni fa ho deciso di trasferirmi qui. Sono sempre stato un romano strano. Tutte le volte che potevo scappavo qui e andavo in campagna».
In campagna, infatti, Enrico ha un’azienda di limoni e olio e da qui è partito tutto. «È stata così definitiva la mia scelta e i miei amici di Roma non hanno provato a fermarmi. Sapevano che avevo una passione per questo posto e per quello che faccio».
L’amore di Enrico nei confronti di questa città è palese e quasi ti sorprende. «Oltre ai miei affetti, Messina è una città a misura d’uomo. Roma è pesante e caotica».

La Birra e i suoi stili

Di stile si parla solo quando in mano abbiamo una birra artigianale. Ogni Paese, infatti, ha tradizioni e ingredienti diversi legati al territorio.
«Nei primi anni in cui mi sono trasferito a Messina e andavo in giro per locali non riuscivo mai a trovare una birra che potesse soddisfare i miei gusti, così un po’ per gioco ho pensato di aprire un posto tutto mio. Ho scelto un luogo defilato dal centro – il Beers-Hop si trova in Via Tommaso Cannizzaro al n. 40 – senza stare in mezzo a tutti gli altri locali. Trattando birre di un certo tipo devo avere un cliente disposto ad ascoltarmi, a iniziare un percorso, appassionarsi ai vari stili. In centro c’è una richiesta diversa, magari di quantità».

Il Beers-Hop è un luogo totalmente dedicato agli amanti della birra e a quelli che ancora non sanno di amarla. «Questa passione per la birra nasce, inizialmente, dalla cucina, che mi ha permesso di sviluppare il senso del gusto. Da qui ho imparato a descrivere la birra e dopo un corso di assaggiatore di olio, che è un mondo totalmente diverso, ho iniziato a gustare le cose. Ho imparato a vedere la birra in tutte le sue caratteristiche, a riconoscere un luppolo senza vedere cosa stappavo. Tra tutte le birre, il mio stile preferito sono le IPA, tutte le birre dove si esalta il luppolo nelle sue sfumature. Birre più amare tendenzialmente ma è bello anche allargare gli orizzonti e bere un po’ di tutto. È importante aggiornare il sapore e bere sempre birre diverse, anche per essere pronto a una nuova descrizione». Professione fatta di conoscenza ma anche di istinto, per riconoscere i gusti. «Nel mio lavoro è importante stuzzicare la scelta e dare la possibilità a chi viene di assaggiare una cosa nuova. Di solito la prima domanda che faccio è: amara o dolce e da qui parte la scrematura, poi passo alla gradazione alcolica e da lì serve anche un po’ di intuito».

Le etichette siciliane

Questa passione per la Sicilia, Enrico la trasferisce anche nella scelta delle birre. «Ci tengo molto alle etichette siciliane, le scelgo in base alla stagione, alle novità e all’imbottigliamento. Cerco di cambiare spesso per dare la possibilità di gustare cose nuove. Negli ultimi anni il mercato siciliano è cresciuto tantissimo, si capisce anche da chi vieni qui e sa già cosa chiedere. Delle siciliane porto soprattutto quelle in provincia di Messina, per il mio legame con il territorio. La mia preferita è “Epica” (birrificio di Sinagra, nel cuore dei Nebrodi, ndr.), per l’evoluzione del prodotto e la ricerca che sono riusciti a fare».

Enrico Gugliotta è un giovane adulto che ha intrecciato nel modo giusto passione e lavoro ma i progetti non sono finiti. «Mi piacerebbe fare delle degustazioni, magari con qualcosa in più da mangiare rispetto ai semplici snack. Una degustazione giusta, che ti consenta di bere la birra senza modificarne il gusto. Proprio per far aprire la gente a nuove associazioni di gusto, senza pregiudizio».

Il gioco della Birra

  • Al Sindaco Cateno De Luca: una birra a gradazione forte, una birra molto fermentata con tante bollicine, che magari ti ubriaca un po’;
  • all’ex Sindaco Renato Accorinti: una classica birra con i grani siciliani;
  • a Vincenzo Nibali: una birra leggera, fresca. Direi un IPA;
  • bottiglia o bicchiere: in linea di massima dico bicchiere, al di sotto dei 6 gradi anche in bottiglia;
  • piatto: se parliamo di birre leggere sicuramente col pesce o il maiale. Certe birre si associano benissimo a sughi e cotture.

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