Battuti ma non vinti, i 41 della Triscele chiedono aiuto alla città. Una petizione per aprire un birrificio a Messina

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triscele 2Da domani petizione aperta a tutta la città per chiedere di realizzare un birrificio a Messina. E’ la prima iniziativa degli ormai ex 41 dipendenti della Triscele, che in tarda mattinata hanno concluso la riunione negli uffici della Cgil dove sono state poste le basi delle manifestazioni. Queste dopo la notizia di ieri sera che la Triscele cessa l’attività perché chiederà il concordato fallimentare, visto che sono molti i creditori che continuano a bussare alla porta di via Bonino. “Vogliamo chiedere a tutti i messinesi di firmare la petizione – dicono gli ex lavoratori che da gennaio dovrebbero ricevere (secondo le età dei 41)la mobilità per disoccupazione – invitiamo tutti, ma proprio tutti i cittadini, da domani, a firmare la raccolta firme. Vi aspettiamo. Noi non vogliamo essere parassiti dello Stato, ma vogliamo lavorare. Per questo chiediamo le firme”. Ecco l’appello, ma nei prossimi giorni gli ex Triscele comunicheranno altre iniziative. Nelle prossime ore contatteranno la presidenza della Regione per sollecitare Rosario Crocetta a interessarsi della vertenza, giunta dopo l’ultimo incontro in prefettura al capolinea. Da gennaio possibili le azioni legali contro la ditta per il recupero del trattamento di fine rapporto che gli ex dipendenti avevano messo a disposizione dei privati per la riapertura dello stabilimento, dopo il passaggio del marchio all’Heineken. Intanto questa mattina a Palazzo Zanca il consigliere dell’Udc, Mimmo Guerrera, ha voluto replicare, documenti alla mano, al vicepresidente del consiglio Pippo Trischitta: “Non facciamo demagogia – ha affermato Guerrera – ma bisogna dire per correttezza che l’attuale consiglio ha votato a maggioranza il cambio di destinazione d’uso dei terreni della Triscele, da industriali in residenziali, in forza di una sentenza del Tar che non obbligava, e non obbliga, i Faranda alla delocalizzazione dello stabilimento con il cambio d’uso”. Guerrera ha consegnato ai cronisti la sentenza del Tar del 2009 che fa il paio con quella che aveva consentito la costruzione di palazzine negli ex Molini Gazzi. A Guerrera non risulta che l’ex amministrazione Buzzanca fece ricorso al Cga contro la sentenza del tribunale amministrativo che dava ragione ai Faranda, difesi, tra gli altri, dall’avvocato messinese Antonio Saitta.

 

@Acaffo

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