Violenza di genere: Messina partecipa al flashmob a Vela del 4 luglio – VIDEO

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Un mare blu pieno di nastri rossi: è la proposta dell’Associazione  “Diecimila Vele di solidarietà” che per questa domenica ha lanciato un flashmob coinvolgendo l’intero mondo della Vela italiana, per esprimere un tangibile e concreto sostegno alla lotta contro la violenza di genere e, in particolare, sulle donne.

Lungo tutte le coste italiane e i laghi, le imbarcazioni usciranno in mare in contemporanea issando, quale simbolo distintivo e di partecipazione, un lungo nastro rosso per rappresentare un vero cambio di rotta nel modo in cui affrontare e contrastare la violenza di genere.

L’iniziativa, a cui hanno aderito centri velici e nautici di tutta Italia, Centri antiviolenza e vari campioni della vela italiani ed internazionali, è stata accolta anche dalla città di Messina. Tra i primi ad aderire in città all’iniziativa solidale Mascalzone siculo, che questa mattina ha issato il nastro rosso durante una veleggiata sullo Stretto.

L’Associazione “Diecimila Vele di solidarietà” dal 2011 si batte per tematiche sociali organizzando eventi a tema sportivo.

Il fenomeno della violenza sulle donne è stato definito dall’Onu “un flagello mondiale”.  Dal 1° gennaio al 30 maggio 2021, in Italia sono stati registrati 104 omicidi, con 42 vittime donne, di cui 38 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 27 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner.

Non ci si deve però scordare di tutte le donne che non sono morte ma che vivono quotidianamente nella paura, subendo manipolazioni e violenze fisiche ed economiche.

Secondo i dati Istat, nel primo trimestre 2021 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono in aumento. Sono state 7.974 le chiamate valide e 4.310 le vittime, in crescita rispetto al primo trimestre del 2020 (+38,8%), ma lontano dal picco del secondo trimestre 2020 (12.942 chiamate valide). Ancora in aumento la quota delle richieste di aiuto tramite chat, che costituiscono il 16,3% delle modalità di contatto (erano pari all’11,5% nel primo trimestre del 2020).

La vela non conosce differenza di genere, come spiegato dagli organizzatori della manifestazione: «Chi naviga a vela parte da una posizione privilegiata poiché, seppur nel silenzio, nel mondo velico l’indifferenza di genere è un fatto conclamato da parecchio tempo. In barca non conta sesso, età o condizione sociale ma solo ciò che si è realmente».

 

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