Unione Ciechi commissariata, Mancuso porta il caso a Roma

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Il caso del commissariamento della sezione messinese dell’Unione Italiana Ciechi approda in parlamento, grazie all’intervento del Senatore Bruno Mancuso. Dal 6 dicembre scorso, l’ente di via Santa Cecilia è stato commissariato per volontà della Regione, che ha riscontrato alcune sofferenze di bilancio. Decisione che ha scatenato la reazione degli iscritti, che addirittura sono arrivati al punto di occupare la sede come segno di protesta.

Una situazione che, secondo l’esponente di Area Popolare, richiede un intervento del Governo nazionale affinchè venga sconfessata la decisione presa a Palermo: “Le chiedo che vengano assunte tutte le iniziative ritenute più rapide ed efficaci, per assicurarsi, nel rispetto dell’autonomia delle vicende giudiziarie, che i rapporti tra le i differenti livelli associativi dell’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti siano effettivamente ispirati ai principi costituzionali e statutari di democrazia, equa partecipazione e diritto al contradditorio e che i provvedimenti adottati dai vertici dell’associazione non pregiudichino lo svolgimento delle iniziative e l’erogazione dei servizi territoriali”. Secondo Mancuso l’Unione Italiana Ciechi di Messina paga la progressiva diminuzione dei fondi regionali: “Le determinazioni di commissariamento hanno provocato ricorsi di fronte al giudice ordinario per una sproporzione tra le contestazioni formulate e il tipo di provvedimenti adottati – afferma Mancuso – e, per quanto riguarda la sede di Messina, hanno causato uno sconvolgimento improvviso nella vita associativa ed una reazione di assoluto sgomento per i soci e per i molti cittadini frequentatori dell’associazione. Il rischio – conclude Mancuso – è che importanti servizi e le attività della sede di Messina, al pari di quelle di Trapani e Catania, come l’integrazione scolastica e lavorativa dei non vedenti e degli ipovedenti, la distribuzione di libri in braille, l’accompagnamento con personale specializzato e le visite oculistiche gratuite, possano subire un forte ridimensionamento qualitativo e quantitativo”.

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